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La denuncia di Asia: «In Toscana pronti 6.500 sfratti. A Grosseto 3.177 case»

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GROSSETO – “Migliaia di sfratti pronti per essere eseguiti nei prossimi mesi in Toscana”. Ne è convinto Francesco Ladu di Asia Toscana, Assocazione inquilini e abitanti.

“Come per altri settori anche la gestione delle case popolari, negli anni 90, è stata oggetto di privatizzazione – afferma Ladu – Nell’ultimo rapporto sulla condizione abitativa in Toscana risulta evidente come questo modello sia miseramente fallito. Il patrimonio pubblico disponibile e assegnabile si è ridotto, negli ultimi 40 anni, di circa il 30%. In alcune città anche in percentuali più alte. Le politiche sulla casa sono gestite a livello regionale così come la   sanità.  Si parla di 6500 sfratti già programmati e al momento non eseguiti grazie al blocco temporaneo. A questi numeri bisogna aggiungere le altre migliaia di famiglie che hanno accumulato delle morosità nel corso della pandemia o che non sono riuscite a pagare il mutuo nonostante le misure messe in campo”.

“La Regione Toscana – aggiunge Ladu – ha pensato bene di spendere nel 2020, 11 milioni di euro in forme di sostegno all’affitto, denaro che finisce direttamente nelle casse dei proprietari privati che a loro volta non hanno concesso, nella maggioranza dei casi, alcuna riduzione degli affitti.  Con il pretesto della mancanza di strutture e di personale si è progressivamente deciso di appaltare al terzo settore la gestione dell’emergenza abitativa traghettando milioni di euro dalle casse pubbliche a quelle del privato sociale”.

“A Grosseto, come vediamo nei grafici che sono presenti nel rapporto redatto dalla Regione Toscana riguardante la situazione dell’edilizia residenziale pubblica, notiamo una quantità consistente di case sfitte e non occupate – aggiunge – Un altro dato da sottolineare è che abbiamo 3.177 alloggi (la maggior parte dei quali ipoteticamente nel nostro comune) a fronte di una crescente richiesta da parte della cittadinanza; qui l’ente competente, l’Epg Spa , dovrebbe costruire o riqualificare le case popolari, anche mediante il recovery fund, come chiesto da noi da Asia Usb lo scorso 18 dicembre nella giornata di mobilitazione. Per gli immobili del comune di Grosseto, come nel caso del Poggio, è necessaria una riqualificazione, in modo da renderlo un posto sano dove poter vivere come nel caso del Poggio”.

“Il Recovery Fund – conclude Ladu – potrebbe essere una prima occasione per investire nell’edilizia pubblica, così come l’ecobonus del 110% sulle ristrutturazioni, a condizione che i fondi siano gestiti direttamente dal pubblico monitorando i progetti da mettere in campo per evitare che i soliti avvoltoi utilizzino tali fondi risparmiando e gonfiando, ad esempio, i preventivi per gli appalti.  Potremmo fare diversi esempi.   In generale diventa sempre più urgente una politica nazionale che rilanci il settore pubblico a nostro avviso anche attraverso una tassazione progressiva sulle grandi rendite immobiliari”.

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