100 anni del Pci, Fedeli: «La storia va avanti. Alle amministrative alternativi al Pd» fotogallery

GROSSETO – “Il 21 gennaio 1921 un gruppo di delegati del 17esimo Congresso del Partito socialista italiano, in corso a Livorno, lasciarono il Teatro Goldoni intonando l’Internazionale e, sotto una pioggia battente, si diressero verso il Teatro San Marco per fondare il Partito comunista d’Italia”, spiega Luciano Fedeli, segretario provinciale del Pci, che oggi ricorda il centenario dalla nascita del partito con una conferenza stampa in centro.

“Nel centenario della nascita del Partito comunista – prosegue -, la cui celebrazione ufficiale è a Livorno, abbiamo ritenuto importante lanciare come Federazione di Grosseto un messaggio che non è nostalgico ma concreto, rimarcando ed evidenziando la presenza del partito a livello provinciale.

Una scelta di orgoglio, l’orgoglio di essere comunisti, di avere scelto una strada che non ci assimila alle altre forze politiche che compongono il panorama ai vari livelli e ci fa essere diversi per scelta di vita.

Siamo convinti e consapevoli che questa società ha bisogno oggi più che mai di un’alternativa reale che punti non a compromessi di potere o interessi ma al benessere, all’affermazione dei diritti calpestati dalle politiche di governi diversi solo per nome ma simili nelle scelte attuate.

Nel centenario ricostruiremo la storia di questo partito nella nostra terra rappresentandola con una specifica pubblicazione e cercheremo di diffonderla con specifiche iniziative nei comuni della provincia.

Essere comunisti oggi, come ieri, è difficile e dà fastidio ai poteri forti. Essere comunisti oggi, come ieri, significa scontrarsi e contrastare quegli interessi economici e di mercato che rappresentano i valori che le destre, quelle estreme e quelle più moderate, portano come bandiera, sacrificando senza scrupoli i diritti del lavoro, quelli della sanità, dell’istruzione, del welfare che dovrebbero essere garantiti ad ogni cittadino.

Noi non siamo una di quelle macchine di potere e interesse descritte dal compagno Enrico Berlinguer nella sua famosa intervista a La Repubblica, noi siamo comunisti.

Il nostro impegno è quello di ricostruire un’alternativa reale ed attuale cercando di far crescere il Pci, opporsi alle sempre più sfrenate politiche liberistiche attuate in questi anni da Silvio Berlusconi, da governi tecnici sorretti da destra e sinistra, da governi di centro sinistra i cui protagonisti hanno messo in atto, senza freni e vergogna, le scelte peggiori facendo pagare ai cittadini inefficienze, corruzione, errori spesso volontari.

Ci proponiamo quindi come alternativa politica sempre presente, come testimoniano le nostre azioni sia sul territorio, che a livello regionale e nazionale.

Saremo presenti anche alle prossime amministrative ripartendo da capoluogo e proponendoci come alternativa alla destra che attualmente governa, al teorico centro sinistra che anche in questo territorio ha prodotto danni obbedendo alle politiche nazionali e regionali, ad una sinistra che si crede alternativa ma che in ogni occasione fa da stampella ai governi Pd e alle politiche liberiste, sia a livello nazionale, che regionale che locale. Non ci alleeremo, dunque, né con Sinistra italiana, né con Sinistra civica e ecologista, né con Rifondazione comunista.

Siamo aperti solo a chi vuole rompere con questo sistema, a chi si sente comunista, a chi vuole condividere un vero progetto che sia alternativo al consociativismo, all’anteporre gli interessi di parte o individuali al bene comune. Siamo disponibili a dialogare con Potere al popolo e con il Partito comunista di Marco Rizzo.

La nostra diversità rispetto agli altri – citando ancora Berlinguer – è che noi comunisti non rinunciamo a lavorare e a combattere per una radicale trasformazione della società e alla costruzione di una società di liberi ed uguali. Si vorrebbero partiti di sinistra che si limitassero a correggere qualche stortura dell’attuale sistema: noi non siamo quel tipo di partito e non lo saremo mai. Noi siamo comunisti, orgogliosi di esserlo”, conclude.

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