Coronavirus, Lega all’attacco sugli impianti da sci: «Aprire il 15 febbraio non ha senso»

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MONTE AMIATA – “Il nuovo Dpcm valido fino al 15 marzo prevede la proroga della chiusura degli impianti sciistici fino al 15 di febbraio sancendo così, di fatto, la fine della stagione. E’ evidente a tutti che attendere metà febbraio per aprire gli impianti sia un punto interrogativo sull’effettiva futura fruibilità degli stessi e delle piste, considerando il clima sempre più imprevedibile”.

Il commissario della Lega Monte Amiata Tiziano Rombai ed il referente politico Gilberto Alviani commentano la decisione del Governo di rinviare al 15 febbraio l’apertura delle piste che, arrecherà un danno notevole all’economia del territorio, soprattutto in un’annata ricca di precipitazioni nevose.

“In una stagione come quella attuale – commentano Rombai ed Alviani- dove le precipitazioni nevose erano state abbondanti e avrebbero permesso, dopo anni, di avere una stagione sciistica importante che sarebbe stata all’altezza delle aspettative degli appassionati grazie anche ai molti interventi fatti per aggiornare gli impianti di innervazione artificiale e gli investimenti dei singoli operatori”. Secondo Rombai ed Alviani, al netto della situazione epidemiologica, si sarebbe dovuto ragionare per comprensori. “Ci chiediamo – domandano- se veramente sia utile continuare con delle scelte governative monodirezionali che non tengono conto delle diverse realtà locali. L’Amiata non equivale alle Dolomiti o ad altri grandi comprensori italiani. Così come esiste la deroga per uscire dai comuni sotto i cinque mila abitanti sarebbe stato logico prevedere una deroga per i piccoli comprensori come il nostro. Ciò pur tenendo conto dell’emergenza Covid”.

Da qui la proposta della Lega Monte Amiata in linea con quanto avanzato anche in Alto Adige e per permettere ai residenti di sciare. “Basta prevedere un numero massimo di accessi giornalieri . affermano Rombai e Alviani – che permetta un equilibrio tra il non creare situazioni di assembramento e permetta agli operatori economici di avere un numero tale da poter lavorare. Il comprensorio amiatino per la conformazione dei suoi impianti e per la sua ampiezza permetterebbe di garantire un adeguato livello di sicurezza ed agli operatori economici di tornare a lavorare”.

A dare supporto alla Lega Monte Amiata è il consigliere regionale Andrea Ulmi. “Presenterò le richieste che vengono dal Monte Amiata al presidente Giani – afferma Ulmi- Lo inviterò a farsi portavoce di questa situazione per poter ottenere il via libera dagli organi statali competenti già dalla settimana prossima. Come gruppo consiliare Lega attenti ed anche attivi su questa tematica che coinvolge i vari comprensori toscani che rischiano di subire un grave contraccolpo dalle decisione governative”.

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