Autostrada Tirrenica, Ripani e Marrini: «La Maremma resta sempre con un pugno di mosche in mano»

GROSSETO – “Con Toninelli era finita nel tritacarne dell’analisi costi-benefici, con la De Micheli era diventata la promessa dell’anno dopo la mobilitazione di protesta sul territorio maremmano. E’ stata la “priorità nazionale” più gettonata e menzionata della campagna elettorale in Toscana per stendere il tappeto rosso ai candidati del centrosinistra e gonfiare il consenso elettorale, per poi scomparire dai radar una volta vinte le elezioni regionali, approfittando anche della distrazione generale dovuta all’emergenza Covid. Tante passerelle, tante promesse al vento. Poi è calato di nuovo il sipario”. A scriverlo sono Elisabetta Ripani, deputata di Forza Italia, e  Sandro Marrini, coordinatore provinciale di Forza Italia Grosseto.

“L’approvazione dell’emendamento al Decreto Milleproroghe di inizio 2020 – aggiungono – che gettava le basi normative per il passaggio di concessione da Sat ad Anas per la realizzazione di una moderna superstrada a quattro corsie senza pedaggio, aveva acceso un leggero barlume di speranza sulla fine dell’immobilismo”.

“A distanza di un anno siamo ancora con un pugno di mosche in mano: non c’è ancora stato il passaggio di concessione che blocca tutti gli step successivi, la Tirrenica scompare così dall’elenco delle prime 40 opere da finanziare giunto in commissione Trasporti della Camera, nessun commissario all’orizzonte, è fuori dal Recovery Plan e pare che dovremo accontentarci di un finanziamento lotto per lotto destinato a durare chissà quanto, se mai inizierà. Il cronoprogramma diventa un mistero”.

“Il Governatore Giani è troppo concentrato sulle fasce colorate del Covid – concludono – e si è perso per strada una battaglia di vitale importanza per la Maremma. Il Ministro De Micheli, da mesi nel mirino del rimpasto, ha altro a cui pensare: è immerso nelle beghe della crisi di Governo, forse starà facendo gli scatoloni o forse starà lottando per tenersi attaccata ai braccioli della sua poltrona. E la Maremma? La Maremma è sempre alla finestra, che osserva una classe politica governativa incapace di rappresentarla e sostenerla. Servono risposte certe. E servono adesso, per uscire da una zona retrocessione che condanna irrimediabilmente l’economia del nostro territorio”.

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