Spadi: «La Regione ha il dovere di potenziare la sanità territoriale. Si guardi alle zone più svantaggiate»

FIRENZE – “In Toscana abbiamo il dovere di tornare a potenziare la sanità territoriale, a partire dalla rete dei distretti sociosanitari che, in alcuni casi, comprendono aree troppo vaste che vanno a penalizzare i Comuni più decentrati e le comunità che vivono in montagna o nelle zone periferiche”. Con queste parole, Donatella Spadi, consigliere regionale Pd e membro della commissione Sanità, commenta la mozione approvata nei giorni scorsi nel consiglio regionale della Toscana.

“Insieme agli altri consiglieri del Partito democratico – spiega Donatella Spadi – abbiamo presentato una mozione per impegnare la giunta a intervenire sulla situazione delle zone-distretto, realtà importanti per la continuità assistenziale. Dal 2017, con la riorganizzazione del sistema sanitario, sono stati accorpati interi distretti sanitari all’interno di macroaree provinciali, in alcuni casi troppe vaste. Questo ha comportato difficoltà per le zone più periferiche, come quelle montane, rurali o di confine, ma anche grandi disagi per l’accesso ai servizi da parte della popolazione e, in particolare, delle fasce più deboli. La provincia di Grosseto, ad esempio, al momento vede presente sul suo territorio un distretto sociosanitario che comprende Grosseto, le Colline Metallifere e l’Amiata grossetana. Si tratta di una zona troppo grande per poter offrire un’assistenza sanitaria equa ed efficiente per tutta la popolazione”.

“La nostra richiesta – conclude il consigliere regionale Pd – è quella di impegnare la Regione Toscana, di concerto con gli enti locali, affinché venga potenziata la rete sanitaria territoriale in tutta la Toscana, prestando particolare attenzione ai luoghi già svantaggiati dalla loro posizione geografica. Il progetto del presidente Eugenio Giani è sempre stato quello di creare una Toscana diffusa e sono sicura che, con il nostro impegno, riusciremo a garantire equità di accesso ai servizi sociosanitari per tutte le comunità, senza lasciare indietro nessuno”.

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