A tu per tu con la scrittrice piombinese Giulia Campinoti

Più informazioni su

PIOMBINO – Segno zodiacale Acquario, ascendente Toro. Scrittrice e poetessa, Giulia Campinoti, che ringrazio per avermi concesso questa intervista, si occupa anche di recensioni oltre che di coltivare la grande passione che ha per il disegno, la mitologia greca e i Manga.

Giulia, lei è nata e vive a Piombino, qual è la cosa che ama di più di questa città?

Piazza Bovio. Ha una particolare magia, che mi spinge a farle visita ogni giorno. È un esoterico e ancestrale richiamo, un’ermetica scommessa quotidiana, per scoprire nuove meraviglie intorno a me.

Nel 2017 ha scritto il romanzo “René Dubois: la vita ai tempi di Dario Mancuso” Edizioni il Foglio. Chi è René e chi è Dario? E com’era la vita a quei tempi?

René è disperazione e speranza, primordiale lotta alla sopravvivenza, avvenire e possibilità. Dario è evoluzione in divenire, intelletto e incertezza, titubante equilibrista fra giusto e sbagliato. L’esistenza nel 2036, se sarà analoga o dissimile a passato e presente, lo scopriremo solo vivendo.

Com’è invece la vita ai tempi di Giulia Campinoti?

Una stramba convivenza fra universi contrari posti sui soliti binari: “il mio mondo” interagisce con la tangibilità, tentando fra successi e fallimenti di coabitare assieme, in mezzo a costanti interferenze dovute agli antipodi della loro sostanza. Siccome “la vita è così lunga da passare, ma troppo breve per disperderla”, come canta Mario Venuti, mi applico fino in fondo per concretizzare tali parole, diventate per me un mantra eterno.

Il suo racconto “Lo scarabeo oltre la bifora”, pubblicato nella raccolta Raccontare Campiglia 2020 Edizioni Il figlio, è ambientato proprio in questa località, perché?

Durante una gita individuale, scovai uno scarabeo dai mille colori sopra un gradino ai piedi dei resti della Rocca. Interpretai l’accaduto come un segno del Destino: le sfumature scintillanti del coleottero, potevano rappresentare luce in fondo al tunnel, potenziali scenari da esplorare.

Circa “Le Pillole di Giulia” che cosa mi può dire?

Le pillole sono “dosi” di me, pubblicate da Costa Etrusca. Scatole di microscopiche recensioni, ora ferme sugli scaffali dei magazzini, a causa dell’incertezza attuale. Insieme a tutti quanti, mi auspico di tornare a sintetizzarne nuove al più presto: Costa Etrusca è una pietra miliare per tutti noi.

E quali progetti ha per il futuro?

Al momento, sto lavorando a una novelisation, cioè l’adattamento omonimo e romanzato de Il mio ultimo giorno ad Auschwitz, sceneggiatura teatrale scritta da me molti anni fa. Invece, con Gordiano Lupi, siamo curatori e autori di Piombino in Musica, antologia in corso d’opera nata da una mia idea accolta con grande entusiasmo dal patron di Edizioni Il Foglio.

Più informazioni su

Commenti