Potere al popolo: «No alla gestione privata delle Mura, basta speculazioni»

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GROSSETO – “Una certezza che si è ripetuta nell’amministrazione Vivarelli Colonna, prossima a volgere al termine, è quella di attuare politiche ad alto impatto sul tessuto cittadino nei momenti in cui l’attenzione pubblica è spostata su altro. È infatti durante il periodo delle festività di fine anno che la sua giunta ha annunciato la volontà di liberalizzare una parte importante delle mura del centro storico,
assegnando un bando per la gestione privata del bene pubblico”, scrivono, in una nota, da Potere al popolo.

“Siamo di fronte ad una manovra che ha già coinvolto altri pezzi importanti della cinta muraria – proseguono -, tant’è che già la Sala Eden, il Cinghialino e la Cavallerizza sono già state assegnate, attraverso un singolo bando, alla Cooperativa Uscita di Sicurezza.

Le misure promosse dall’Amministrazione riflettono una mentalità che guarda al privato come soluzione a tutti i mali, perfino alla risoluzione delle proprie non curanze verso la manutenzione e la messa in sicurezza dei beni patrimoniali e dei luoghi pubblici, concepiti per essere sempre a disposizione della collettività, e non invece ad uso e consumo dei privati che di fatto limitano l’accessibilità pubblica a parti
importanti della città.

Oggi tocca alle troniere del Bastione Maiano, aree “riaperte” per spot al tramonto dell’amministrazione Pd e lasciate in stato di abbandono in questi ultimi 5 anni.

Oltre a ciò sottolineiamo l’atteggiamento fino a questo momento tenuto verso tali aree cittadine, oggetto della mera propaganda securitaria e repressiva che le hanno viste al centro delle modifiche apportate al regolamento della Polizia Municipale, designandole tra le aree su cui vige il daspo urbano.

Insomma, l’eredità di questa amministrazione è quella della “messa a valore” del tessuto cittadino e la scelta del privato come soluzione privilegiata, soprattutto a ripianare le proprie responsabilità nella gestione di alcune zone urbane fondamentali lasciate in stato di abbandono e degrado, buone soltanto per esercitare la propria propaganda securitaria con l’utilizzo di ingenti fondi pubblici per essere video
sorvegliate invece che ripristinate e manutenute.

Questa tendenza necessita di un’inversione di rotta, che metta al centro il pubblico, il ruolo del Comune come ente che favorisca lavoro pubblico per la messa in sicurezza e la manutenzione dei beni pubblici e soprattutto la fruizione all’intera collettività cittadina del proprio patrimonio storico-culturale – concludono da Potere al Popolo – in contrasto alla speculazione dei privati”.

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