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Economia, Anpi: «Per gli effetti del Covid non basta il pubblico, occorre l’aiuto di chi se lo può permettere»

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GROSSETO – “Il nostro Paese e noi tutti stiamo vivendo una situazione molto critica – scrive, in una nota, l’Anpi provinciale di Grosseto -: la pandemia continua a mietere vittime; le conseguenze economico-sociali colpiscono imprese, lavoratori e, specialmente, i più deboli; governo e regioni a volte faticano ad intendersi; la destra estrema che siede in Parlamento, invece di dare una mano, soffia sul disagio per aumentare il consenso; il neofascismo cerca di inserirsi nella crescente tensione pensando di dare un colpo alla democrazia; il negazionismo mostra la propria pericolosità, invitando alla disobbedienza utilizzando persino il tema degli affetti in questo periodo dell’anno da sempre dedicato ai valori dell’unità familiare e della fraternità.

Ancora una volta occorrono nervi saldi e massima determinazione per condurre il problema a sbocchi positivi. La priorità è la salute: senza la vita il resto perde senso. Quindi il sostegno al reddito. Oltre che di male, si può morire di stenti e spiritualmente. E perché è nella disperazione e nella perdita della speranza e della fiducia nella politica e nelle istituzioni che nascono e si annidano le pulsioni autoritarie. Perciò: massimo rispetto delle tutele sanitarie, dismettendo le polemiche contro chi responsabilmente le decide (il nemico è il virus, non le difese dall’epidemia); equità sociale, per indirizzare quote crescenti di ricchezza verso il lavoro e i non tutelati; mano ferma contro le provocazioni neofasciste, fino allo scioglimento delle organizzazioni che al fascismo si ispirano, applicando finalmente la legge.

In tal senso un umanesimo rigenerato bussa alle nostre porte: un umanesimo senza discriminazioni né muri di alcun genere, cioè globale, dove non esista il bisogno estremo e il “diverso” non sia più visto come nemico; un umanesimo che affermi la dignità di tutti gli esseri umani, costruendo su questa base una società e una economia più lungimiranti ed evolute.

Condividiamo il sostegno alle imprese colpite dalla crisi sanitaria e la Cassa integrazione per i lavoratori costretti all’inattività. Ma non dimentichiamo “gli ultimi”, ossia chi si è visto precipitare nell’invisibilità e che, in molti casi, non sa come mangiare tutti i giorni. Ad essi, che siano italiani o immigrati, va prestata la dovuta attenzione, perché una democrazia degna di questo nome non lascia nessuno al proprio destino: è un imperativo morale e umanitario. Se i soldi non basteranno, andiamo a prenderli dove sono: nella scandalosa evasione fiscale e intervenendo per superare le crescenti differenze sociali.

Il Governo, le Regioni e le Istituzioni locali stanno facendo molto destinando al sociale quote significative del proprio bilancio. Ma non basta il pubblico. Occorre il concorso di chi se lo può permettere. Come un ulteriore passo per sviluppare al massimo la collaborazione con il volontariato democratico, laico e religioso, che sta a diretto contatto con la sofferenza, e con i sindacati ed ai comuni, non enti tra tanti, ma in qualità di autentica proiezione istituzionale dell’intera Comunità.

L’Anpi sollecita dunque tutte le risorse e le sensibilità presenti nel tessuto economico-sociale a lavorare ad un programma eccezionale e coordinato di intervento, che veda in primis l’impegno concreto del mondo finanziario affinché ridefinisca le condizioni per l’accesso al credito contribuendo magari, insieme ai redditi più alti, all’attivazione di un fondo di solidarietà al quale indirizzare risorse sostanziose e continuative.

La massima serietà nel contrasto del Coronavirus non esclude quindi l’impegno in favore dell’economia – conclude l’Anpi -. Non esiste contraddizione tra essa ed un modello di sviluppo e di società volti a stili di vita più responsabili e maturi, che abbiano al centro non più il denaro e le sue dinamiche ma l’ambiente e l’essere umano”.

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