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Farmacie comunali, Lega: «Sì a una cessione parziale mantenendone il controllo»

FOLLONICA – “La posizione delle liste civiche sulle farmacie espressa dall’ex candidato sindaco Massimo Di Giacinto è meritevole di attenzione”. Così il consigliere regionale della Lega Andrea Ulmi, vicepresidente della commissione regionale sanità e segretario provinciale del partito, commenta la proposta delle liste civiche che hanno sostenuto la candidatura di Di Giacinto, che puntano alla vendita delle quote di minoranza della Azienda farmaceutica municipalizzata.

“Vengo dall’esperienza di Grosseto – afferma Ulmi – dove il Comune ha venduto ormai da anni al privato il 49 per cento delle Farmacie mantenendone così la governance. Ciò si è rivelato positivo in termini di bilancio dell’azienda, visto che il socio di minoranza è specializzato nel settore ed ha portato con sé un know how che ha dato una spinta positiva al fatturato delle farmacie. Mantenendo il controllo da parte del Comune e potendosi assicurare gli utili, l’amministrazione ha a disposizione risorse cospicue da destinare al sociale. Anche a Follonica le farmacie garantiscono un utile, dunque è fondamentale che l’amministrazione ne mantenga comunque il controllo per avere risorse sempre disponibili. Ciò rappresenta un calmieratore importante in ambito sociale”.

Sul tema intervengono anche il caporguppo della Lega nel consiglio comunale di Follonica Roberto Azzi ed il consigliere Daniele Pizzichi. “Sulle farmacie – affermano- è importante capire quali siano le intenzioni dell’amministrazione anche in prospettiva futura. L’azienda sta producendo utili che rappresentano un introito fisso per il Comune, che si trova così risorse da impiegare in ambito sociale. Se si dovesse pensare ad una cessione parziale, mantenendone comunque il controllo, si potrebbe continuare ad avere un incasso costante e una somma importante a disposizione per fare investimenti senza attingere ad altre risorse. Però occorre farlo avendo una visione diversa della grigia Follonica di oggi di Andrea Benini, siamo quindi contrari alla vendita del cento per cento, ma pronti ad analizzare una dismissione parziale per favorire un programma di investimenti che diano nuovo slancio alla città”.

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