Quantcast

Farmacie comunali, l’opposizione: «Vendiamo le quote di minoranza per investire in altri progetti»

FOLLONICA – “La gestione delle farmacie non rientra tra le funzioni caratteristiche di un comune e perciò riteniamo opportuno aprire un confronto sull’opportunità di trasformare l’Azienda Farmaceutica Municipalizzata da azienda speciale a società mista pubblico-privata garantendo però la maggioranza alla parte pubblica, il Comune”.

A scriverlo, in una nota, le liste civiche Massimo Di Giacinto sindaco, In movimento per Follonica e Follonica nel cuore.

“Le farmacie comunali – proseguono -, da qualche anno registrano utili interessanti tanto che con questi numeri, se da una parte non è conveniente privarsi di importanti flussi finanziari, dall’altra, con la vendita delle quote, il Comune potrebbe incamerare cifre importanti da destinare a investimenti e dare un contributon all’economia locale.

Per il centrosinistra – che governa Follonica – passare dalle promesse (tante) ai fatti (pochi) è difficile, ma noi lanciamo una proposta: con la vendita delle quote di minoranza delle farmacie si otterrebbero i soldi per costruire, ad esempio, la Cittadella del Carnevale liberando il Comune dal pagamento degli affitti per i capannoni in zona industriale utilizzati dai Rioni cittadini.

Canoni di affitto risparmiati – pari a decine di migliaia di euro all’anno – che potrebbero essere utilizzati per pagare le rate di un mutuo finalizzato a costruire una nuova e moderna Scuola di musica, liberando così l’area di via Argentarola, in Pratoranieri, particolarmente appetibile per la sua vendita generando nuovi flussi di denaro per altri investimenti. Insomma, gestire i soldi pubblici col “buon senso”, la “testa” e “lungimiranza” di un bravo imprenditore privato: è quello che meritano e vogliono i cittadini.

Dal punto di vista dell’amministrazione comunale pare che si voglia insistere nell’acquisto del fondo di via Litoranea, in Zona Nuova, dove attualmente è collocata la “Farmacia Comunale 1”. Tra le tante cose che ci lasciano perplessi su questa operazione, c’è il fatto che – fino ad oggi – non sia stato possibile valutare distintamente l’andamento della “Farmacia 2” di via del Cassarello da quello della sede di via Litoranea.

Acquistare un fondo commerciale senza conoscere la specifica redditività dell’attività che vi si svolge ci sembra una maniera incauta di operare soprattutto se si tratta di una farmacia che non ha ambulatori medici nelle vicinanze, importanti per incrementare le vendite – concludono -. Noi facciamo proposte concrete che, sicuramente, mettono in moto meccanismi virtuosi di gestione delle risorse comunali generando lavoro per le imprese e occupazione”.

 

Commenti