Presidenza Coeso, Vivarelli Colonna: «Ogni tentativo di trattativa con il centrosinistra è definitivamente naufragato»

GROSSETO – “E’ con grande rammarico e tanta preoccupazione per i servizi socio-assistenziali che comunico ai cittadini come ogni mio tentativo di trattativa con i sindaci del centrosinistra sulla presidenza Coeso sia ad oggi definitivamente naufragato, in un’assemblea, ahimè, poco partecipata, senza quorum”, scrive, in una nota, il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

“C’erano i rappresentanti dei Comuni di Monterotondo, Campagnatico, Castel del Piano, Castell’Azzara, Grosseto, Roccalbegna, Scarlino e Semproniano – prosegue -, che ringrazio per la manifestazione di grande senso responsabilità.

Nonostante il mancato rispetto da parte di Pd ed alleati dei patti sottoscritti da 18 di 20 sindaci nel 2018, nonostante la massima disponibilità dimostrata in questi mesi dal centrodestra, nonostante il passo indietro che io stesso ho fatto (a quest’ora sarei dovuto essere presidente del Coeso ormai da quasi un anno), il centrosinistra continua sulla sua strada, senza tener conto del bene della nostra comunità e senza fermarsi neanche davanti a un’emergenza sanitaria di proporzioni mondiali.

Ecco ciò che io avevo proposto, sia ai colleghi della provincia e sia al governatore della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ho incontrato personalmente: il Patto di Coes(i)one. Questo avrebbe consentito di affiancare alla mia presidenza due vicepresidenti, cioè il sindaco Giacomo Termine per l’area delle Colline Metallifere, a garanzia di continuità amministrativa, e il sindaco Michele Bartalini, in affiancamento in vista del futuro.

Avrebbe inoltre permesso di operare in piena linearità e omogeneità, senza ulteriori particolari rallentamenti, e in stretta collaborazione con il direttore generale, che – sempre secondo la mia proposta – avrebbe dovuto avere a sua volta due figure di riferimento tecnico per ogni vicepresidenza e rispettiva area di riferimento, cioè Colline Metallifere e Monte Amiata.

Non solo: all’interno di questo accordo avevo dato garanzie sul programma e sulla campagna di comunicazione, entrambi da condividere e sottoscrivere congiuntamente. Il tutto – a differenza delle inaccettabili condizioni dettate dal centrosinistra – nel massimo rispetto dei patti sottoscritti nel 2018 da tutti i sindaci, che per il biennio 2020-21 prevedevano un presidente designato dal Comune di Grosseto, individuato dalla Giunta nella mia persona.

Il Patto di Coes(i)one avrebbe implicato quindi un passo indietro da parte mia, che avrei fatto volentieri a dimostrazione del grande senso di responsabilità con cui sto vivendo questa situazione. Evidentemente però il centrosinistra – che oggi lo ha definitivamente fatto cadere praticamente disertando l’assemblea – non si fa tutti questi problemi e preferisce portare avanti una battaglia puramente politica non solo insensata e infondata, ma anche nociva per tutto il territorio provinciale.

La vicenda purtroppo andrà avanti per vie legali”, conclude il primo cittadino grossetano.

 

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