234 anni fa l’abolizione della pena di morte nel Granducato: il Comune celebra la Festa della Toscana

GROSSETO – Nella giornata del 30 novembre si è riunito il Consiglio comunale, in pieno rispetto delle normative anti-contagio e con collegamenti da remoto, per celebrare anche la Festa della Toscana.

Purtroppo, come ha sottolineato Claudio Pacella, presidente dell’assemblea, quest’anno non è stato possibile festeggiare la ricorrenza come in passato. Il Consiglio comunale, infatti, ha sempre impreziosito la Festa della Toscana con l’assegnazione di cittadinanze onorarie, civiche benemerenze e concerti di musica classica. Quest’anno, per via della crisi pandemica relativa al Covid-19, la ricorrenza è stata salutata dai consiglieri e non solo tramite i collegamenti da remoto.

“Oggi è una data particolarmente importante – ha dichiarato Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto -. Oltre due secoli fa, nel 1786, Pietro Leopoldo di Lorena, Granduca di Toscana, adottò un nuovo codice penale che decretò l’abolizione della pena di morte, portando così la nostra Regione al vertice della lungimiranza giuridica e del rispetto della vita umana. La Toscana è una realtà ricca di bellezze, di cultura e di storia che la rendono una delle Regioni più affascinanti del Paese. ”

“Ho sempre voluto che la data del 30 novembre fosse un momento particolarmente significativo per la comunità grossetana – ha spiegato Claudio Pacella, presidente del Consiglio comunale di Grosseto -. In passato, proprio per onorare e celebrare le nostre origini e la nostra storia, abbiamo consegnato cittadinanze onorarie e civiche benemerenze. Purtroppo, in questa situazione così complessa, non è possibile attenersi alla tradizione dell’appuntamento. Ciò nonostante, l’orgoglio di essere componenti di una comunità così preziosa resta assolutamente vivo”.

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