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Il post di Virciglio contro Rosy Bindi indigna Rifondazione: «Parole tristi specie da un medico e ufficiale dell’esercito»

GROSSETO – Fa discutere il post del consigliere comunale Pasquale Virciglio rivolto all’onorevole Rosy Bindi. A stigmatizzare le parole del consigliere Rifondazione comunista che scrive: «Capita molto spesso navigando tra le pagine dei social di imbattersi in post che trasudano violenza e mancanza di rispetto da ogni parola scritta, cosa senz’altro grave per chiunque ne sia responsabile che però aumenta di rilevanza se l’autore è un rappresentate delle istituzioni».

«Navigando appunto è possibile leggere il post del consigliere comunale Pasquale Virciglio che riporta le seguenti parole: “Rosy Bindi commissario in Calabria. Finalmente l’uomo giusto al posto giusto”».

«Ci risulta che il consigliere sia un medico, dovrebbe avere quindi una particolare sensibilità verso le persone e non essere portato a denigrarle attraverso parole tristi e fuori luogo tentando magari di gettare il malcapitato o la malcapitata di turno nella gogna delle belve mediatiche» prosegue Rifondazione.

«Risulta anche sia un ufficiale dell’esercito italiano e che abbia quindi giurato fedeltà alla Costituzione della Repubblica italiana che ha tra i propri capisaldi la parità di genere e il garantire rispetto e dignità per tutti i cittadini e cittadine senza alcuna distinzione, questo però il consigliere sembra non saperlo ci pensiamo noi allora a ricordargli che per il ruolo da lui ricoperto come rappresentante delle istituzioni e per la professione svolta le sue parole sono doppiamente tristi e offensive e non è la prima volta che il consigliere si lancia in simili sproloqui».

«A tre giorni dalla giornata contro la violenza sulle donne, dopo le innumerevoli battaglie per la parità di genere ci troviamo ancora ad assistere a simili indecorosi spettacoli».

«Al consigliere comunale Virciglio chiediamo di porgere le proprie scuse all’onorevole Rosy Bindi e se ne avesse la coscienza rassegnare le proprie dimissioni in quanto ne in grado ne degno di rappresentare la città di Grosseto e i suoi abitanti».

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