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«1,8 milioni di avanzo di amministrazione, ma mancano le idee»: le proposte di Di Giacinto

FOLLONICA – “I conti del Comune di Follonica non hanno risentito per nulla dell’emergenza sanitaria ed economica a seguito della pandemia Covid19, anzi, con i “trasferimenti compensativi” ed i vari Decreti “Rilancio” e “Cura Italia” dello Stato, la situazione finanziaria è addirittura migliorata rispetto al passato. E’ quanto risulta dall’assestamento del bilancio, argomento trattato in Consiglio comunale venerdì scorso”.

A parlare i consiglieri di minoranza di Lista Civica Di Giacinto Massimo Di Giacinto e Charlie Lynn.

“I soldi ci sono – proseguono -, al punto che appare un avanzo di amministrazione totale di un milione e 800mila euro. L’Amministrazione comunale di centrosinistra, se ne è capace, può svolgere benissimo il suo lavoro per Follonica.

La cura del verde pubblico, l’arredo urbano, la sistemazione di strade e marciapiedi, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la pulizia della città, l’illuminazione pubblica, gli interventi sulla rete fognaria per evitare allagamenti e sversamenti in mare, la razionalizzazione dell’offerta culturale e degli interventi in campo sociale, la realizzazione di opere pubbliche all’altezza di questo nome, sono funzioni tipiche di un Comune e, visti i conti, i soldi non mancano di certo e ce ne sono anche per aiutare le famiglie in difficoltà e sostenere le imprese.

Bisogna solo saperli spendere. Piuttosto di idee Andrea Benini e compagni ne hanno ben poche, e speriamo di sbagliarci, perché a noi Follonica preme davvero. Vorremmo almeno intravedere un progetto di città.

Due proposte le abbiamo fatte in consiglio comunale: quella di provare a sospendere od almeno a ridurre, in accordo con i proprietari, gli affitti per i capannoni del Carnevale che sono circa 75mila euro (visto che quest’anno il Carnevale sicuramente non si farà).

Poi pensiamo che i 180mila euro dell’utile delle Farmacie Comunali devono essere distribuiti, per finalità sociali, in modo più attento attuando un principio di rotazione fra le varie associazioni – concludono -. Così il Comune potrebbe intervenire con più risorse, di quelle già importanti a sua disposizione, nel tessuto sociale e economico cittadino.

 

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