Violenza contro le donne: in Maremma casi più che raddoppiati

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GROSSETO – Sono più che raddoppiati i casi di violenza contro le donne in provincia di Grosseto. Secondo i dati in possesso dei carabinieri se nel 2019 erano 58 casi totali, nel 2020 i casi sono 132 di cui 72 maltrattamenti, 42 atti persecutori, 16 violenze sessuali.

Nella statistica vengono ricomprese anche altre figure di reato, non sempre legate ad una vittima di sesso femminile: si tratta di casi di corruzione, atti sessuali o prostituzione minorile.

Nel 2020 risultano raddoppiati i casi di maltrattamenti in famiglia, e più che raddoppiati i casi di atti persecutori. Le violenze sessuali denunciate passano da 2 a 16.

Per ognuno di questi dati possono essere individuate delle ragioni di massima: in primo luogo, il periodo di limitazione della libertà di movimento imposto dalle misure di contenimento pandemico ha comportato una permanenza forzata all’interno delle abitazioni che di conseguenza ha visto peggiorare molte situazioni familiari già compromesse in precedenza.

Analisi simile può essere fatta per gli atti persecutori, dove il venir meno di alcune certezze dovuto alla pandemia ha favorito il moltiplicarsi di condotte persecutorie nella sfera dei rapporti privati, specie laddove la condizione di convivenza forzata ha a volte comportato la rottura di legami affettivi.

Per le violenze sessuali invece, va considerato preliminarmente che nella quasi totalità dei fatti denunciati si tratta di episodi di palpeggiamenti, molestie a sfondo sessuale, che ovviamente rientrano nella medesima casistica riguardo al titolo di reato . Le motivazioni di tale aumento possono risiedere nel fatto che nel periodo estivo le presenze sul territorio a seguito della chiusura sono state considerevoli: in questo contesto si sono osservati comportamenti inurbani ed illeciti, con protagonisti spesso giovani, sfociati in casi di schiamazzi e disturbo alla quiete, risse, vandalismi e danneggiamenti, fino ad arrivare alle molestie o ad aggressioni a sfondo sessuale .

A fronte di questi aumenti, non è mancata la risposta repressiva dell’Arma che registra, in tendenza col dato statistico, un aumento di arresti, da 4 del 2019 a 7 del 2020, e di denunce, da 52 nel 2019 a 131 nel 2020. Gli ammonimenti da 2 nel 2019 passano a 7 nel 2020. Cresce quindi l’azione di risposta alla commissione di reati basati sulla differenza di genere, sempre affiancata da una crescente azione di prevenzione che consiste, in quest’ambito, soprattutto nella sensibilizzazione delle eventuali vittime e su una azione informativa che spesso accompagna una presa di coscienza da parte delle vittime , la quale a sua volta precede il momento della denuncia alle Forze di Polizia.

L’Arma dei Carabinieri continua il suo impegno, unitamente agli altri attori a vario titolo coinvolti (autorità giudiziaria, ASL, amministrazioni locali, mondo dell’associazionismo impegnato nell’ambito, volontariato ecc. ) con l’applicazione del codice rosso e del codice rosa, strumenti che permettono a diverse istituzioni di colloquiare con facilità e rapidità, di intervenire in modo efficace anche in situazioni critiche ed urgenti, e di creare una rete di supporto ed assistenza alle vittime grazie alla quale queste ultime possono affrontare situazioni complesse e delicate. L’Arma opera in quest’ambito con personale appositamente qualificato, e grazie al prezioso contributo offerto dall’organizzazione Soroptimist club di Grosseto, può beneficiare all’interno della sede del Comando Provinciale di una “stanza tutta per sé”. Si tratta di ambiente destinato all’accoglienza e all’audizione, separato dagli ordinari uffici e allestito con arredi e apparati forniti dall’Organizzazione, dove le donne possono sentirsi maggiormente a proprio agio. Per entrambe le annualità è stato considerato il periodo 1 gennaio – 30 ottobre.

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