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Nasce Radio Arcobaleno: al microfono i ragazzi del centro di aggregazione

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FOLLONICA – L’attuale fase storica sta modificando profondamente la realtà lasciando spesso inermi e impreparati a gestire questa nuova quotidianità. Per questo motivo la cooperativa sociale Arcobaleno ha cercato modo per continuare ad essere presente ed attiva sul territorio anche con il distanziamento che limita la vita sociale. Da questa esigenza è nata Radio Arcobaleno allocata sul sito www.radioarcobaleno.org.

Una web radio che è stata presentata sui social il 20 novembre scorso in occasione della giornata mondiale dei diritti del bambino e che sarà curata dalle ragazze e i ragazzi del centro di aggregazione Spazi Ragazzi di Follonica.

“Come operatori sociali e educatori tocchiamo con mano ogni giorno le enormi diseguaglianze che ancora di più stanno dividendo la comunità e in particolare coloro che vivono in situazioni di marginalità sociale spesso integrate anche da disabilità – afferma Sara Lavagnini, presidentessa della cooperativa – il nostro lavoro, oggi più che mai, è necessario e la nostra etica lavorativa richiede uno sforzo ulteriore: modificare le nostre modalità operative basate sulla centralità della relazione in contesti di aggregazione e socializzazione senza perderne l’essenza, lo spirito e la motivazione”.

Nessuno si sarebbe mai aspettato quanto sarebbe cambiata la nostra vita e il nostro vocabolario. Vi sono entrare parole sconosciute, e anzi volutamente da sempre allontanate dalla cooperativa, come distanziamento sociale e realtà virtuale. Due concetti che adesso gli educatori sfrutteranno per continuare ad alimentare uno strumento che sarà a disposizione della comunità per eliminare quelle distanze che è essenziale mantenere in presenza.

“Spazi Ragazzi – dichiara l’assessore Barbara Catalani – riveste un importante ruolo nel processo educativo e di condivisione con l’Amministrazione Comunale. Il nostro obiettivo comune, infatti, è certamente quello di coinvolgere i ragazzi con attività e progetti dinamici e innovativi, ma in questo particolare momento, nel quale ai ragazzi manca perfino la scuole come luogo di incontro e socializzazione, la presenza ancora ‘a loro disposizione, di un luogo nel quale incontrarsi, confrontarsi, imparare cose nuove, seppur in numero limitato e con tutte le precauzioni che l’emergenza sanitaria ancora ci impone”.

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