Il M5s attacca l’amministrazione: «Nessuna visione né progetti. E chiusura verso minoranza»

GROSSETO – “Anche il Movimento 5 stelle di Grosseto si unisce alla nota del consigliere Carlo De Martis sulla bocciatura in Consiglio comunale della mozione inerente al bando per la “qualità dell’abitare” che prevede lo stanziamento da parte del Governo di una ingente somma di denaro per riqualificare il patrimonio edilizio rigenerando la città. Tanti gli aspetti che non ci hanno convinto e che proveremo ad elencare”, scrive, in una nota, il gruppo consiliare M5s Grosseto.

“La mozione fa richiamo ad un decreto (datato settembre 2020 n. 395) che si riferisce alla legge n 160 del 2019 – proseguono i cinque stelle -.
Tale decreto viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 novembre 2020, ed è da tale data che scadranno i termini di 120 giorni per la presentazione dei progetti da parte degli enti locali, finalizzati a riqualificare e incrementare il patrimonio residenziale sociale, rigenerare il tessuto socio-economico, incrementare l’accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici, migliorare la coesione sociale e la qualità della vita dei cittadini.

Il giorno del Consiglio comunale, 23 novembre, dopo ben otto giorni dalla pubblicazione del decreto, il consiglio “prendeva atto”, dalla voce della consigliera Francesca Amore, che i termini per la presentazione delle proposte erano così avviati, e che dai prossimi giorni gli uffici si sarebbero riuniti per iniziare a fare le valutazioni del caso.

L’affermazione in Consiglio dell’assessore Fabrizio Rossi, in risposta all’intervento della consigliera, non solo dimostra la poca urgenza che questa amministrazione mette nel pianificare gli interventi urbani di carattere strategico per la città, dimostra anche, e soprattutto, una imperdonabile distrazione che, probabilmente, se il tema non fosse stato discusso lunedì scorso, si sarebbe protratta per chissà quanti altri giorni ancora, a discapito della qualità progettuale degli eventuali interventi selezionati per il bando.

Un secondo aspetto critico da sottolineare è anche la mancanza di visione a medio/ungo termine che, dopo quasi 5 anni di amministrazione, non consente alla cittadinanza, ancora ad oggi, di conoscere quali sono le priorità, i temi sensibili, lo sviluppo (ovviamente sostenibile) di questa città. E’ bere ricordare a dimostrazione di questo che, sempre lunedì scorso, su specifica richiesta del 5 Stelle di conoscere quali e quanti temi di progetto l’amministrazione intendesse sviluppare per concorrere al finanziamento di opere per ben 45 milioni di euro (su un massimo di tre progetti), l’assessore preposto rispondeva che i temi di progetto erano ancora in fase di valutazione. Non ci resta che aspettare allora.

Un processo che poteva essere “imbastito” sin da dicembre 2019, attende ancora nelle menti della maggioranza. Siamo ancora in fase di download. Visti i tempi oramai compressi e compromessi, la cittadinanza purtroppo non potrà partecipare.

Per ultimo, le dichiarazioni dell’assessore Rossi inviate agli organi di stampa, certificano a questo punto l’inadeguatezza al ruolo – così delicato e importante per il futuro del territorio – di un avvocato “prestato” alla pianificazione urbanistica. Il che è tutto dire. Vogliamo ricordare all’avvocato Rossi che un buon amministratore, ad esempio, fa uso di concorsi di idee e bandi internazionali per avere i cassetti pieni di ottimi progetti a basso costo, pronti all’uso ed in linea con la visione d’insieme premiata dai cittadini con il voto. Non aspetta la pubblicazione di un bando o la disponibilità economica calata dall’alto, annaspando in continuazione.

Se questa amministrazione avesse avuto una visione – e non ce l’ha; -, se avesse avuto pronti i progetti – e non ce li ha -, se avesse aperto alla partecipazione vera della città e delle opposizioni – e non lo ha fatto -, oggi avrebbe potuto investire ben 45 milioni di euro per il futuro di tutti noi. E invece la visione, i progetti e la partecipazione si fermano al taglio del nastro dell’ennesimo supermercato/ristorante/bar dell’ennesima catena commerciale multinazionale.

Più che un ‘black friday’ – concludono -, come dice l’assessore Rossi, se non cambia qualcosa siamo di fronte ad un ‘black future’”.

 

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