Bando per riqualificare la città, De Martis: «Il Comune boccia la mozione per coinvolgere la cittadinanza»

GROSSETO – “E’ una brutta pagina quella che il sindaco e la sua maggioranza hanno scritto nel Consiglio comunale di lunedì scorso, quando hanno bocciato la mozione con la quale il sottoscritto sollecitava il coinvolgimento della cittadinanza nella elaborazione dei progetti destinati al ‘Programma innovativo per la qualità dell’abitare’, attraverso il quale potrebbero arrivare dal Governo nazionale fino a 15 milioni di euro per la riqualificazione della nostra città e delle sue frazioni”.

A scriverlo, in una nota, Carlo De Martis, capogruppo Lista Mascagni Sindaco nel Consiglio comunale di Grosseto.

“Uno strumento ambizioso e di straordinaria importanza per migliorare la qualità della vita di tutti noi e dare impulso all’economia locale – prosegue -. Per questo ho creduto che fosse necessario ricorrere ad un processo partecipativo capace di garantire la trasparenza dei processi decisionali e, al contempo, raccogliere e mettere a sistema i contributi tanto dei singoli cittadini quanto degli ordini professionali e delle associazioni di categoria.

D’altronde lo stesso Decreto ministeriale, nel disciplinare i criteri di valutazione delle proposte, sollecita i Comuni a favorire la più ampia partecipazione delle comunità, riconoscendo specifici punteggi a quanti si distingueranno per capacità di coordinamento e aggregazione, tra l’altro con un focus sul coinvolgimento del terzo settore.

Potrebbero beneficiarne l’edilizia sociale così come le frazioni. Potrebbero beneficiarne interi quartieri a rischio desertificazione a causa delle politiche di espansione del tessuto urbano sulle quali Vivarelli Colonna sta spingendo a dispetto della stagnazione demografica. Potrebbe beneficiarne l’edilizia con tutto il suo indotto, così come il commercio di vicinato che trarrebbe grande giovamento dalla riqualificazione di aree che oggi si stanno svuotando.

Potrebbe beneficiarne anche il centro storico, perché il bando del Governo privilegia i luoghi identitari delle città e le aree in condizioni di disagio abitativo e socio-economico, descrizione che purtroppo ben si attaglia al ‘salotto buono’ della nostra città.

Il tempo però è poco e occorre sbrigarsi, perché le proposte dovranno arrivare sul tavolo del Ministero entro 120 giorni dalla pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale, avvenuta lo scorso 16 novembre, oltretutto senza che l’assessore all’Urbanistica se ne accorgesse, tanto che ha dovuto apprenderlo dalle opposizioni durante la seduta del Consiglio comunale. Un dato preoccupante, ma che non stupisce.

All’indomani della presentazione della mia mozione il Sindaco interveniva sui social raccontando che per questo bando era già da tempo a lavoro un gruppo intersettoriale. Peccato che, nel rispondere ad una mia richiesta di accesso agli atti, era poi costretto ad ammettere che di tutto questo lavoro non esisteva neanche un atto.

E’ dal 27 dicembre 2019, quando la Legge finanziaria ha stanziato le risorse per questo bando, che in tutta Italia le amministrazioni locali si sono messe in moto. Dopo undici mesi – conclude – il Comune di Grosseto non ha prodotto non dico un progetto, ma neppure un singolo atto, e rifugge il confronto con la cittadinanza che potrebbe offrire importanti contributi”.

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