Con il progetto “Outdoor classroom” la scuola si fa all’aperto: al via la progettazione di aule al Parco dell’Ilva

FOLLONICA – La giunta comunale di Follonica ha approvato la delibera che avvia la progettazione di aule didattiche all’aperto. L’iniziativa è nata grazie alla sollecitazione di alcune docenti del comprensivo Leopoldo II di Lorena ed è stata condivisa da subito anche dal comprensivo 1 e sostenuta dalle assessore Barbara Catalani, con delega alle politiche educative e alla rigenerazione urbana, e Mirjam Giorgieri, con delega all’ambiente.

Le aule all’aperto sorgeranno all’interno del Parco dell’Ilva e saranno co progettate da insegnanti, studenti, amministrazione e professionisti con il coordinamento della Cooperativa Arcobaleno (aderente alla rete Tutta un’altra scuola).

“Reagire alla pandemia da coronavirus – dichiara il sindaco Andrea Benini – pensando al futuro e recuperando spazi da condividere con la città, affinché possano essere vissuti in totale sicurezza, è ciò che l’Amministrazione comunale deve fare in questo momento.

E’ evidente che accanto all’impegno per contrastare e limitare il contagio, al sostegno alle attività e ai cittadini in difficoltà – tutte attività che stiamo portando avanti dal momento dell’insediamento – l’azione dell’amministrazione debba necessariamente guardare anche al futuro perché il ritorno alla “normalità” non sarà un ritorno a ciò che c’era prima, ma deve, invece essere un nuovo inizio, una nuova “normalità” più inclusiva e attenta ai bisogni di ciascuno.

L’emergenza Covid-19 ha dato una forte spinta allo stare all’aperto, la necessità ora appare ancora più essenziale solo che non si deve dimenticare il come, ovvero che tipo di didattica proporre, perché per fare educazione all’aperto non basta mettere i bambini in un cortile. La grande occasione da cogliere è permettere ai bambini e alle bambine di sviluppare un senso di appartenenza al mondo attraverso una relazione continuativa con i luoghi naturali che sono reali, complessi. Solo in questo modo i nostri bambini potranno sviluppare il rispetto e la cura per i luoghi in cui vivono, dal cortile della scuola al parco, alla loro città”.

Questo progetto vuole realizzare due “outdoor classroom” nelle aree verdi adiacenti le scuole secondarie di primo grado, che potranno essere utilizzate in orari non scolastici anche dal resto della comunità: lo spazio pubblico che si qualifica come contenitore di valori, contenuti innescando la produzione di capitale sociale di cui la comunità si nutre.

“Rigeneriamo – dichiara l’assessora Catalani – un’altra porzione dell’area dell’Ilva, dando nuova vita e nuovi contenuti ad aree attualmente non utilizzate. Le classi all’aperto sono una scommessa per e sulla città e sui nostri cittadini. Di mattina saranno utilizzate per la didattica, il pomeriggio accessibili a tutti e sono sicura che diventeranno luogo di ritrovo e di crescita collettiva per la nostra comunità.”.

Alla fase di progettazione e realizzazione delle aule seguirà, poi, quella di formazione/informazione/confronto con le realtà che hanno già intrapreso questi percorsi perché quello che ci aspetta è un vero cambiamento culturale di missione e visione.

“Studiare all’aperto – dichiara l’assessora Mirjam Giorgieri – significa coniugare alla didattica classica un nuovo modo di vivere l’ambiente, per conoscerlo e rispettarlo. Le nostre aule all’aperto saranno anche promotrici di un utilizzo consapevole delle risorse e cercheremo di realizzarle usando in prevalenza materiale di riciclo e di recupero che si integri con la realtà circostante del parco dell’Ilva. Il WWF ha lanciato il progetto delle Aule Natura che saranno realizzate nelle città ,metropolitane e il nostro progetto si inserisce in questo solco: quello di coniugare scuola e sostenibilità. Vorrei quindi associarmi all’appello lanciato dal Wwf al Governo, affinché questi progetti trovino finanziamenti e siano inseriti nella pianificazione nazionale”.

“L’emergenza Covid-19 – conclude il sindaco- ha dato una forte spinta allo stare all’aperto, la necessità ora appare ancora più essenziale solo che non si deve dimenticare il come, ovvero che tipo di didattica proporre, perché per fare educazione all’aperto non basta mettere i bambini in un cortile. La grande occasione da cogliere è permettere ai bambini e alle bambine di sviluppare un senso di appartenenza al mondo attraverso una relazione continuativa con i luoghi naturali che sono reali, complessi. Solo in questo modo i nostri bambini potranno sviluppare il rispetto e la cura per i luoghi in cui vivono, dal cortile della scuola al parco, alla loro città”.

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