Lo sfogo del vicepresidente Ceri: “Noi gente per bene, Grosseto non si tocca!”

GROSSETO – “Oggi il calcio ha dimostrato come non sia più uno sport credibile”. Lo sfogo del vicepresidente Simone Ceri, dopo la partita con il Lecco, arriva tramite un messaggio vocale. “Da qualche settimana stanno succedendo troppe cose che non ci quadrano: dalla diminuzione dei contributi sui minutaggi dei giocatori under al gol annullato a Pontedera ai due rigori contro, che forse c’erano ma ce n’erano altrettanti per noi, al gol annullato oggi e al gol subito. Se il Grosseto dà noia in Lega pro non hanno che da dircelo e noi ci facciamo da parte. Siamo gente per bene e questo purtroppo è un calcio dove vanno avanti i truffaldini. Questo calcio è un grande circo dove più fai debiti e più sei apprezzato: e per noi, quindi, essere apprezzati è impossibile. Per noi il calcio è una grande passione e non sarà mai un modo per rigirare soldi. Per chi governa contano molto di più questi personaggi; questa è già di per sé una stagione insostenibile: tamponi, niente pubblico e in più sentiamo di continuo tante promesse di aiuti ma poi niente di concreto. Vedere sacrificati i tifosi e la loro passione e poi dover affrontare un arbitro che dopo l’errore commesso ha anche la sfrontatezza e la maleducazione di dire che Grosseto è una città di m…., che non può stare in serie C, perché così mi è stato riferito e per sua fortuna non l’ho sentito, è una cosa inaccettabile. Noi siamo gente umile e per bene, se retrocediamo dobbiamo farlo sul campo e non per mano di qualche disonesto. L’ho detto già e lo ripeto: nel calcio pagano solo i tifosi mentre i delinquenti veri sono incravattati e continuano a girare a piede libero”.

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