Sindacati di fronte all’ospedale: «Dalla parte die lavoratori della sanità. Vogliamo più sicurezza» fotogallery

GROSSETO – Sit-in sei sindacati questa mattina di fronte all’ospedale Misercirodia di Grosseto. Una manifestazione di protesta e allo stesso tempo di solidarietà per tutti i lavoratori della sanità che in questi mesi hanno dovuto affrontare l’emergenza coronavirus.

“Pubblico per il pubblico, lavoratori uniti per dare cure e servizi ai cittadini”, questo lo slogan dell’iniziativa promossa da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa.

«A Grosseto – spiegano Salvatore Gallotta (Fp Cgil), Luciano Biscottini (Cisl Fp), Sergio Sacchetti e Marco Mannelli (Uil Fpl e Uil Pa) – la mobilitazione interessa potenzialmente almeno 10.000 lavoratori dei servizi pubblici. Si tratta di un’iniziativa che segue lo stato di agitazione già proclamato dalle categorie nelle scorse settimane. In questa fase, infatti, il lavoro pubblico rivendica innovazione nella pubblica amministrazione, rinnovo dei contratti e nuove assunzioni. In questa fase, a maggior ragione, lavoratrici e lavoratori pubblici danno massimo sostegno e priorità al personale sanitario. Al quale è necessario garanzia di lavorare in sicurezza, assicurandogli costantemente dispositivi di protezione individuale, tamponi e sorveglianza sanitaria. Perché non è accettabile che proprio chi ci protegge debba lavorare in condizioni di scarsa sicurezza».

«Altrettanto indispensabile e urgente è garantire condizioni di sicurezza e procedere con nuove assunzioni per implementare il personale e rafforzare i servizi sanitari, anche attraverso la stabilizzazione dei precari. Infine – sottolineano i segretari della funzione pubblica – è importante che si rinnovino i contratti per valorizzare la professionalità. Non solo per gratificare chi con spirito di abnegazione sta affrontando la pandemia in condizioni critiche, ma soprattutto perché si tratta di un diritto. Una mobilitazione collettiva di lavoratrici e lavoratori pubblici, contro chi nega l’esistenza del virus, dell’emergenza epidemiologica e del rischio che stanno correndo medici, infermieri e tutto il personale sanitario. Per dare il massimo sostegno a chi garantisce la nostra salute».

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