Rifiuti: il Comune non firma il regolamento sulla segnalazione dei disservizi. «Non escluso ricorso a vie legali»

CAPALBIO – Il Comune di Capalbio si è astenuto nella votazione sul regolamento sulla segnalazione dei disservizi nell’ambito del contratto per raccolta rifiuti con l’Ato Rifiuti Toscana sud nel corso dell’assemblea di questa mattina.

“Il regolamento approvato oggi – spiega il sindaco Settimio Bianciardi – è troppo soggetto ad interpretazioni e non chiaro come dovrebbe essere per garantire la corretta attività di Sei Toscana. Ci rimettiamo, chiaramente, al volere della maggioranza, ma non possiamo fare a meno di evidenziare il nostro forte dissenso rispetto alla decisione presa questa mattina né mi sento di escludere il ricorso alle vie legali.

Nei mesi scorsi l’Amministrazione comunale di Capalbio aveva proposto una serie di modifiche e di emendamenti volti a migliorare il regolamento che vincolerà la relazione dei Comuni con l’Ato per i prossimi venti anni. Il documento approvato oggi, infatti, norma il meccanismo di segnalazione degli eventuali disservizi e il sistema di riconoscimento di eventuali benefici economici per il Comune “danneggiato”.

Ci siamo astenuti dal votare il regolamento perché alcune questioni avrebbero meritato una maggiore definizione, come avevamo proposto in una serie di osservazioni scritte presentate nei mesi scorsi. È stata in parte accolta una nostra proposta nel primo emendamento, con cui si è chiarito che le sanzioni sono sempre aggiuntive e quindi rimane un punto fermo la mancata contabilizzazione del servizio, ma questo non ci può bastare. Molti sono i passaggi penalizzanti che rimangono nel testo che se da un lato interferiscono pesantemente sulla possibilità dei Comuni di vedersi riconoscere penali per disservizi del gestore, dall’altro espongono gli enti alla possibilità di vedersi costretti a pagare l’intero corrispettivo a fronte di un servizio pure insufficiente o incompleto sostenendo così spese inutili che ricadrebbero poi sulle spalle dei cittadini.

Un punto fortemente contestato dal Comune di Capalbio è quello che riguarda la definizione del disservizio: nel regolamento si indicano infatti come disservizi contestabili solo quelli definiti ‘diffusi’; al di là del fatto che il regolamento non dice cosa debba intendersi con ‘disservizio diffuso’, concetto che rimane quindi del tutto indeterminato, quel che questa previsione crea è una situazione paradossale in cui una raccolta di rifiuti ripetutamente svolta in modo incompleto o insufficiente in una sola zona del nostro Comune, essendo puntuale e non diffusa, non potrebbe essere contestata come disservizio. Parimenti inaccettabile è, secondo il nostro punto di vista, il fatto che il regolamento escluda dalle contestazioni le ripetute violazioni del contratto se riguardanti singole utenze private. Tutto questo trova poi un’ulteriore penalizzazione nel fatto che per poter ottenere il riconoscimento delle penali dal gestore occorrono almeno due segnalazioni di disservizio di cui una ‘rilevante’.

In questo modo, precludendosi la possibilità di dare seguito a tutte segnalazioni dei cittadini per disservizi privi del carattere ‘diffuso’, si limita anche la possibilità stessa di ottenere il riconoscimento delle penali tutte le volte in cui, nonostante i molteplici disservizi puntuali, non ve ne siano almeno due diffusi, situazione questa che diventa ancor più grave nei casi in cui vi sia un solo inadempimento estremamente rilevante che non troverebbe alcun ristoro.

Per questo motivo – conclude il sindaco – abbiamo ritenuto di astenerci dal votare il regolamento oggi approvato e stiamo valutando il da farsi sempre nell’interesse delle persone che vivono nel nostro Comune e che hanno visto aumentare vertiginosamente la tassa sui rifiuti. Dal 2014 ad oggi, infatti, la cifra che versa il Comune di Capalbio per il servizio di raccolta rifiuti è passata da 883mila euro del 2014 al un milione e 217mila euro nel 2020″.

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