Coronavirus e sanità, Pci: «Non si è imparato niente dalla prima ondata. A rimetterci sono i cittadini»

MASSA MARITTIMA – “I ricoveri in Toscana si avviano a superare quota 2mila e scatta la misura del blocco delle attività ordinarie. Così due giorni fa dall’assessorato alla Salute è partita una nota con la quale tutte le aziende sanitarie e ospedaliere toscane dovranno attenersi a quanto previsto nell’ordinanza Giani del 24 ottobre scorso. A 2mila scatta la “fase 5″ e tutto quanto non urgente o grave deve aspettare”.

A scriverlo, in una nota, la Segreteria del Pci Colline Metallifere.

“Si ripete la storia della prima ondata – proseguono dal Pci – dove il covid la fece da padrone e obbligò a comprimere seriamente l’assistenza a tutti gli altri malati con danni e conseguente anche per i cittadini affetti da altre patologie.

La nota scritta da Carlo Rinaldo Tomassini, direttore dell’assessorato, ricorda che deve essere sospesa tutta l’attività chirurgica in elezione, esclusi gli interventi oncologici seri e non rinviabili.

Quindi le grandi operazioni si faranno ancora mentre per l’attività ambulatoriale programmata, se non urgente sarà rinviata.

Le visite di controllo programmato saranno effettuate in via telefonica o rinviate ad altra data.

Così per le prime visite per le quali si consiglia un contatto via telefono o videochiamata con l’utente.

Le attività ambulatoriali sul territorio, ad esempio nei distretti delle Asl, possono essere mantenute frazionando le sedute e tutte le richieste di prelievi ambulatoriali devono essere valutate in modo da limitare quanto più possibile i prelievi non indispensabili.

Restano in piedi gli screening oncologici, interrotti nella prima ondata, che questa volta invece saranno fatti.

Questo è quello che si prospetta per la sanità e a farne le spese saranno i cittadini che rischiano di pagare i ritardi di una corretta pianificazione sulla seconda ondata annunciata dalla primavera di quest’anno.

Ma Massa Marittima non restiamo certo indietro anzi abbiamo anticipato le decisioni della regione.

Infatti come recentemente preannunciato dal Pci, i medici pneumologi del Presidio Ospedaliero delle Colline Metallifere, sono già stati trasferiti al Misericordia di Grosseto per far fronte all’emergenza pandemica come già accaduto nella prima ondata.

Quindi ambulatori chiusi, visite sospese e chi ha bisogno può recarsi al Vesalio a Grosseto oppure aspettare che la situazione si normalizzi, così invece di potenziare il sistema pubblico si fa fare cassa al privato.

Tutto questo nonostante gli sbandieramenti ai quattro venti di Giani e dei candidati regionali del PD nell’entusiasmo della campagna elettorale, dove non sono mancate le promesse sul potenziamento delle attività sanitarie ospedaliere e territoriali, che avrebbero dovuto vedere l’assunzione di personale.

Personale che è stato assunto ma ha coperto a fatica i pensionamenti e i sanitari colpiti dal virus come affermano medici e infermieri in risposta allo stupore di Giani che si chiede dove siano andate a finire le assunzioni.

Eravamo in emergenza prima del virus, siamo caduti in emergenza – urgenza con la prima ondata di covid, sapevano tutti che ne sarebbe arrivata una seconda ma chi doveva fare si è fermato alle promesse ed oggi c’è rimasto un esercito sempre più stanco e decimato di operatori a far fronte al virus e a quello che resterà delle attività ordinarie.

Nel frattempo questi ritardi aumenteranno i tempi di attesa e le patologie si aggraveranno facendo pagare nuovamente ai cittadini e ai lavoratori della sanità quella malattia cronica di non aver saputo pianificare risposte dopo quasi dieci mesi dall’arrivo del covid.

Sbagliare è umano – concludono dal Pci -, ma perseverare è diabolico”.

 

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