Coronavirus, Cgil: «Progettare ora gli interventi per quando la pandemia sarà superata»

GROSSETO – «Nei momenti di crisi è buona regola progettare quel che avverrà in futuro, quando le difficoltà saranno alle spalle. Per quanto sia più facile a dirsi che a farsi – sottolinea Claudio Renzetti, segretario della Cgil – è esattamente quello che oggi dobbiamo sforzarci di concretizzare. Pena ritrovarci l’anno prossimo ancora più marginali in termini economici di quanto già non siamo.

La pandemia di Covid-19 ha modificato nei fatti sia l’organizzazione del lavoro che alcuni comparti produttivi, tanto nel settore pubblico che in quello privato. È oramai un dato acquisito.

In provincia di Grosseto la crisi conseguente al lockdown di primavera e a questa seconda ondata pandemica, si è abbattuta su un tessuto economico già in difficoltà. Tuttavia, ci sono realtà produttive del settore manifatturiero e dei servizi che hanno reagito bene alla contrazione dell’economia, e hanno saputo introdurre correttivi all’insegna dell’innovazione tecnologica. Garantendo sviluppo e rispetto dei contratti di lavoro.

Per tradurre una difficoltà generalizzata in opportunità, bisogna ripartire da queste realtà. Accelerando la transizione tecnologica e digitale secondo lo schema di “Industria 4.0”, ma anche assecondando la mutazione del settore dei servizi. Gestendo in modo flessibile le opportunità che porta con sé la tecnologia 5G, grazie alla quale, fra l’altro, sarà possibile ridisegnare il rapporto tra città e zone rurali. Valorizzando i piccoli centri che potrebbero diventare attrattivi di professionalità e attività economiche del terziario avanzato. Con infrastrutture immateriali non meno determinanti di quelle tradizionali. Naturalmente a patto che si intervenga per garantire facilità e sicurezza degli spostamenti, e si assicurino servizi sanitari ed educativi adeguati.

Di questo contesto, che guarda al lavoro del futuro prossimo, non può che far parte anche una riflessione seria sui temi del “diritto alla disconnessione” per chi lavora in smart working, alla formazione permanente e quello della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, a fronte dell’aumento della produttività. Pena, anche in questo caso, rimanere la capitale dei “lavoretti”.

Tutto questo, peraltro, tenendo conto che uno dei maggiori problemi di questo territorio, è oramai da anni quello della crisi demografica e dell’invecchiamento della popolazione residente. È evidente che entro breve non avremo più la massa critica adeguata, sia per sostenere il tessuto produttivo, sia rispetto alla tenuta dei servizi sanitari ed educativi. Per questo dobbiamo anticipare i tempi e progettare strategie per l’immediato futuro. Dando un ruolo più incisivo al Comune capoluogo, e trovando una modalità condivisa per mettere a punto interventi a scala provinciale, e di area vasta.

Nello sforzo d’immaginazione che ci è richiesto – conclude Renzetti – un ruolo determinante va attribuito ad alcune “agenzie” d’innovazione che operano sul territorio. Come il Polo tecnologico per l’elettromeccanica di Santa Rita, il polo industriale del Casone, quello per l’agroalimentare di Rispescia, il Polo universitario grossetano, la Fondazione Eat e il Crisba-Leopoldo II di Lorena (Centro ricerche strumenti biotecnici nel settore agricolo-forestale). Mettendo in rete realtà che potrebbero dare un contributo determinante».

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