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Coronavirus, Baietti: «Troppi ritardi, il sindaco solleciti la Asl»

FOLLONICA – “L’epidemia di covid19, con la sua seconda ondata, sta affliggendo tutto il territorio nazionale, senza risparmiare il Comune di Follonica, che ad oggi conta un centinaio di casi positivi sottoposti a quarantena”, scrive, in una nota, il consigliere comunale FdI Danilo Baietti.

“Queste persone – prosegue -, dopo aver passato chiuse in casa il periodo di isolamento, ed essere risultati negativi ai successivi tamponi, avrebbero diritto a poter concludere questa loro brutta pagina ed esser liberi di uscire e tornare a socializzare, a lavorare o ad andare a scuola. Invece si devono scontrare con la farraginosa macchina della Asl.

Questo perché al risultato di negatività del tampone, è previsto che ‘Al realizzarsi delle condizioni sopra indicate (negatività al tampone)
il Dipartimento Prevenzione redigerà l’Attestazione di guarigione da presentare per la riammissione’ in società del quarantenato.

Il dramma che alcune persone stanno vivendo è quello di vedersi ingiustamente allungare una quarantena che non avrebbe più il senso di esistere. Infatti alcuni ci segnalano come questa attestazione non arrivi assieme alla comunicazione di negatività del tampone, e con essa neanche la libertà di tornare a svolgere una vita normale.

Ritardi da parte della Asl che i cittadini difficilmente riescono a comprendere: per chi ha subito una restrizione per dieci o ventuno giorni e vorrebbe semplicemente, visto l’esito negativo di un tampone, tornare a vivere, aspettare giorni e giorni per un pezzo di carta è sfibrante e destabilizzante.

Ciò che non dovremmo perdere di vista, in queste situazioni, sono le ripercussione psicologiche che già una quarantena può causare su un soggetto, ed è ingiustificabile un incancrenirsi di ciò a causa di ritardi delle Asl.

Per queste motivazioni, non come consigliere comunale, ma come libero cittadino, che ha a cuore la salute fisica e psicologica della propria comunità, chiedo al sindaco Andrea Benini, non solo come primo cittadino ma anche come autorità di salute pubblica, di attivarsi, sollecitare la Asl per porre fine a questa situazione che pregiudica la salute psichica dei propri cittadini.

Comprendo come questa situazione emergenziale ci lasci tutti impreparati e con decine di altre problematiche, ma in casi come questi vi è il diritto dei cittadini risultati negativi al tampone di vantare il proprio diritto di tornare alla normalità.

Talvolta il ruolo del sindaco comporta il farsi carico di battaglie che potrebbero esulare dalle proprie competenze, e portarle avanti per l’amore della propria comunità. Come cittadino e consigliere comunale ritengo che questo sia uno di quei casi, un caso in cui la politica debba tutelare dei cittadini che già hanno sofferto e che devono vedere riconosciuto in tempi congrui un proprio diritto.

Signor sindaco – conclude -, se deciderà di gravarsi di questa giusta battaglia, non solo avrà il sostegno del sottoscritto, ma dell’intera popolazione”.

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