Coronavirus, Forza Italia contro il dpcm: «Dal Governo misure taglia e cuci sulla pelle degli imprenditori»

GROSSETO – “Non posso non esprimere tutto il mio rammarico contro questa nuova serie di restrizioni che ancora una volta vanno a colpire i settori già prima danneggiati duramente”.

A scriverlo, in una nota, Giancarlo Lorenzi, responsabile Forza Italia attività produttive della Provincia di Grosseto.

“Nessuno nega – continua Lorenzi – la gravità di questa emergenza sanitaria, come in tutta coscienza affermo che un ruolo fondamentale per uscirne lo giocherà proprio la nostra responsabilità e determinazione nel rispettare le regole. Contestualmente, non posso e non voglio tollerare che l’incapacità di questo governo di agire per prevenire ci faccia arrivare tra capo e collo una serie di limitazioni nel nuovo dpcm che vanno a nuocere ancora una volta settori in sofferenza.

L’aggravante, oltre a tutto, è il tempismo con il quale questo dpcm è arrivato cioè proprio nel momento che ogni dilazione e moratoria concessa agli imprenditori che rimandava scadenze e pagamenti sono terminate. Mi fa sorridere l’esordio di Giuseppe Conte che afferma di stare tranquilli perché la seconda rata dell’Imu sarebbe stata rimandata.

Chi ci governa, definendo alcune attività non essenziali, sarebbe opportuno comprendesse da subito che nessuna attività è non essenziale, dietro a qualsiasi professione ci sono spesso sforzi di una vita, ci lavorano tante famiglie, ci sono i sogni e i desideri delle persone che ora stanno perdendo tutto.

Queste stesse persone per ripartire non hanno esitato un secondo a investire nuovamente nella propria azienda, nel caso specifico, palestre, piscine, centri termali e tutto lo sport in generale che da solo in Italia da lavoro a circa un milione e 300mila addetti, senza considerare che molto spesso si utilizzano gli impianti non per finalità puramente ludiche, ma a fini di riabilitazione, per scaricare stress psico-fisici, con comprovati benefici alla salute in generale. Lo sport consente di evitare molte patologie, e quindi un sovraffollamento degli ospedali. Oltre al danno la beffa: da promettere una settimana per adeguarsi a chiudere tutto è stato un lampo, a pensare male si potrebbe affermare che la decisione di farli chiudere era già stata presa. In tutto questo ovviamente non posso non menzionare la ristorazione, i pub, i bar, le sale da ballo anche essi e con loro tutto l’indotto che partecipa all’economia di queste attività ancora una volta devastanti da questo dpcm.

Non è giusto che chi ha avuto mesi di tregua dal nemico invisibile e non ha fatto nulla per arginare la scontata seconda ondata ricorra con colpevole ritardo a misure taglia e cuci sulla pelle degli imprenditori, con l’aggravante aggiunta che tutta questa ondata di genialità è stata ‘partorita’ da un governo coadiuvato da 450 tecnici nominati per far fronte a questa pandemia.

Da qua la prima incongruenza, ma questo non è il solito governo che ha fortemente voluto un referendum che va a tagliare i costi della politica contro gli sprechi? Non è possibile continuare ad ignorare il grido d’allarme che a gran voce è stato ormai sollevato. Questo ‘grido’ di allarme è tanto più sentito proprio nella nostra cittadina, che sempre più vuole affermare la propria vocazione turistica. Tutti questi settori sono ragione di vita di moltissime famiglie follonichesi, ma cosi facendo si sta portando ad una lenta eutanasia la già fragile economia del nostro territorio, carente di offerta lavorativa, che diviene ancora più marcata nel periodo invernale.

Termino questo mio sfogo – conclude Lorenzi – affermando che tra tutti questo dpcm per modalità e tempistica questo è il più letale in assoluto per ogni settore merceologico, tanto più perché sfornato in prossimità delle feste natalizie, rischiando di affondare definitivamente le imprese, con l’unica certezza che porterà come regalo sotto l’albero di Natale, purtroppo, licenziamenti dovuti proprio alla mancanza
di lavoro delle imprese”.

 

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