A tu per tu con Elisabetta Tommasoni, “scelta” dalla Maremma per produrre il suo vino

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SATURNIA – Alcuni anni fa Elisabetta Tommasoni, da Roma dove viveva e lavorava, si è trasferita in Maremma, ed in una località non lontana dalle Terme di Saturnia ha creato la “Fattoria biologica Poggio La Luna” che tutt’ora gestisce.

Oggi mi concede questa intervista ed io la ringrazio per essersi resa disponibile a rispondere alle mie domande.

Elisabetta, perché ha scelto proprio la Maremma?

Non sono stata io a scegliere la Maremma, ma la Maremma a scegliere me. Il giorno che, ancora incredula, approdai a Scansano i vigneti e gli uliveti mi vennero incontro e fu un colpo di fulmine al quale non si possono dare spiegazioni razionali.

A Poggio La Luna lei produce vino “alla maniera antica”: in cosa consiste questa modalità?

In questa meravigliosa terra di Maremma il vino lo producevano già gli Etruschi tanti anni fa dentro anfore di terracotta, ed io ho voluto recuperare la tradizione dell’uso questi vecchi “cocci” fabbricati a mano da un Mastro Vasaio ad Impruneta che li costruisce oggi nuovi ma antichi nell’anima.

E nel vigneto chi l’aiuta?

Nel vigneto la Natura ha il sopravvento ed è padrona ed io cerco solo di non interferire troppo. Le mie aiutanti più attive sono comunque le mie amiche api. Sono loro che tengono puliti i grappoli prima della vendemmia succhiando gli acini rotti.

Che cosa ha significato e che cosa significa per lei avere intrapreso un’attività legata alla campagna salvaguardandone tradizioni e cultura?

Questa è veramente una domanda difficile. Significa fare una vita dura, la campagna non è sempre rose e fiori, significa non aver tradito i miei ideali ma aver assecondato la mia natura, costi quel che costi voglio lasciare ai miei nipoti un mondo più sano e più pulito di quello che ho trovato.

“La terra è un bel posto e vale la pena lottare per lei” Ernest Hamingway.

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