L’accusa del Pci: «In ospedale da otto mesi si è rotto un laringoscopio. Costa 900 euro ma non viene comprato»

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MASSA MARITTIMA – “Forse non tutti sanno che all’ospedale di Massa Marittima, da mesi, manca un semplice laringoscopio utile all’otorino per fare approfondimenti a persone durante la visita”. Inizia così una lunga nota della segreteria di Massa Marittima del Partito Comunista Italiano.

 

“In questo caso – prosegue il Pci – se a qualcuno dovesse capitare di doversi sottoporre a questo specialista, sappia che se ha bisogno di un esame che può essere fatto con questo strumento, la visita non sarà chiusa il giorno dell’appuntamento ma sarà costretto a recarsi in un altro presidio, Follonica o altra sede perché all’ospedale di Massa Marittima da circa 8 mesi il laringoscopio che si è rotto non è stato ancora acquistato. Quindi chi ha bisogno si organizzi mettendo in programma una gita forzata. Chissà, viene da chiederci, se anche questo fa parte di quel programma di smantellamento in atto che doveva fermarsi, anzi invertire rotta, nel dopo Covid. Quel programma con il quale si misurano le prestazioni e sulla base dei numeri, quando si vede che i cittadini non effettuano più quel tipo di prestazione, la si chiude perché non c’è domanda”.

 

“Quanto costa un laringoscopio? – si chiede il Pci – Dalle informazioni avute e date a noi ignoranti e non esperti in materia, il costo parte da 200 euro per lo strumento base e si arriva a 900 euro per il kit completo. Si potrebbe dare vita all’ennesima colletta, proprio come è stato fatto per i mezzi di protezione individuale di cui personale socio – sanitario non era dotato in emergenza covid, oppure come l’altra colletta per avere disponibili risorse per generi alimentari da donare a chi ne aveva bisogno. Un po’ di polemica ci sarà consentita: in 8 mesi come è possibile non aver provveduto ad acquistare un semplice strumento di lavoro per il medico ed evitare disagi ai cittadini non solo di Massa per questo tipo di prestazione. Ed ancora, non è che c’è solo il Covid che affligge le persone ma ci sono anche altre patologie che richiedono prestazioni. Né al covid né alle altre patologie può essere imposto un lockdown con un decreto, il male è sordo e fa il proprio percorso se non curato”.

 

“Tutti siamo consapevoli – conclude il Partito Comunista Italiano – delle difficoltà che stiamo attraversando ma queste vanno affrontate anche perché i soldi, e in questo caso sono veramente pochi, sono stati messi e non spesi per le inadempienze di un sistema già fragile e debole già prima del covid che non può permettersi di scivolare ancora più in basso di quanto le scelte politiche di questi anni abbiano fatto. Ci auguriamo che questo messaggio smuova chi di dovere e che si eviti di far pagare ancora i soliti in termini di salute e che queste risorse vengano investite quanto prima altrimenti saremo costretti, nostro malgrado, a frugarci nuovamente in tasca e pagare quello che già dovrebbe essere pagato”.

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