Coronavirus, la Maremma scrive a Conte: 26 sindaci chiedono al premier di rivedere le misure

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GROSSETO – Nuovo dpcm: 26 sindaci della provincia di Grosseto sottoscrivono un appello per rivedere le misure anti Coronavirus.

“La situazione gravissima determinata dalla pandemia da virus covid 19 – scrivono i sindaci –  deve essere fronteggiata dalla nostra comunità con responsabilità, attenzione e equilibrio. La gestione di una crisi complessa e difficile come questa ha la necessità di essere sostenuta oltreché dal supporto medico scientifico da una visione realistica del nostro paese. Il Governo anche nei recenti provvedimenti ha sottolineato l’importanza in questa fase del ruolo dei Comuni. L’Italia è una nazione complessa e diversificata, la tipologia e qualità delle relazioni sociali è conseguente a un territorio fatto di aree urbane, ma in prevalenza da piccoli Comuni con borghi e centri scarsamente abitati”.

“Il distanziamento fisico è in questi luoghi una condizione normale dettata dalla bassa a volte bassissima presenza umana – aggiungono – I nostri paesi rappresentano l’ossatura dell’Italia con la loro ricchezza culturale e umana che resiste garantendo le caratteristiche della nostra nazione. La vita dei nostri Comuni è basata su tante piccole cose e sono i bar e i ristoranti a rappresentare il tessuto fragile, ma socialmente importante che mantiene anche un’economia basata su turismo, prodotti di qualità e servizi”.

“Le norme – insistono i sindaci – per essere buone norme, devono basarsi su una corretta analisi di dove e come verranno applicate. Quelle del recente dpcm in cui viene fissata ad esempio una generalizzata chiusura degli esercizi pubblici alle ore 18, sono in questo senso regole che non rispettano la realtà ed in particolare quella delle popolazione dei Comuni più piccoli. Una norma, se non viene compresa dai cittadini e recepita come norma giusta, rischia di determinare una frattura grave tra governanti e governati”.

“Il nostro è un appello alla riflessione del Presidente del Consiglio – concludono i sindaci – La crisi legata alla pandemia è e sarà lunga, non vogliamo che sia caratterizzata da una superficiale applicazione delle iniziative di contrasto.
Riteniamo dunque che:
– fissare nelle ore 18 l’orario di chiusura di bar e ristoranti, così come la chiusura di altre attività non sia compatibile con la realtà presente nei nostri centri abitati;
– sia giusto diversificare le limitazioni in base alle realtà dei territori e al diverso andamento epidemiologico, rapportando il numero dei contagiati a quello degli abitanti, considerando anche la densità demografica e la situazione dei territori limitrofi;
– ogni volta che si decidono iniziative come quelle contenute nel DPCM che incidono con le attività commerciali ed economiche si debba contestualmente prevedere corretti e congrui sistemi di indennizzo”.

I sindaci di:
Pitigliano
Santa Fiora
Grosseto
Follonica
Scarlino
Capalbio
Castel del Piano
Isola del Giglio
Civitella Paganico
Semproniano
Magliano in Toscana
Campagnatico
Orbetello
Monterotondo Marittimo
Castiglione della Pescaia
Cinigiano
Roccastrada
Castell’Azzara
Manciano
Gavorrano
Seggiano
Roccalbegna
Arcidosso
Sorano
Massa Marittima
Montieri

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