Coronavirus, Don Gregorio e i contagi in parrocchia: «In quarantena chi parla a sproposito»

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FOLLONICA – «Auto isolatevi da chi parla a sproposito», è l’appello di Don Gregorio, parroco di San Paolo della Croce, dopo un caso di positività tra i suoi collaboratori. In seguito alla notizia del contagio erano state attivate subito le procedure per limitare il contagio, ma intorno alla parrocchia si erano diffuse diverse voci su persone positive o in quarantena e tra i fedeli si era creata un po’ di confusione, come purtroppo è accaduto anche altrove.

«Oggi sappiamo – chiarisce Don Gregorio -, che quasi tutti tra coloro che sono stati in contatto ravvicinato con la persona malata non sono stati contagiati. Manca la conferma ormai per poche persone. Chi è stato in quarantena sta riprendendo le proprie attività e questo fatto ci rallegra molto».

«Non ci rallegra invece per niente – prosegue – il fatto che abbiamo riscontrato, anche nell’ambito della parrocchia, che molti hanno ripetuto le informazioni non fondate, non confermate, senza riflettere da quale fonte provenivano. Così sono girate le notizie che la parrocchia era chiusa, Don Gregorio malato, tutte le catechiste malate e così via di questo passo».

«Credo che anche qui ci vorrebbe una quarantena per coloro che parlano senza sapere nulla e visto che non è purtroppo possibile, invito tutti ad auto isolarsi da chi parla a sproposito. Mi raccomando, non ripetete mai le informazioni se non sono confermate almeno da due fonti indipendenti e riflettete, se la cosa che dite, anche se è vera, serve veramente. Non possiamo parlare solo per curiosare nella vita degli altri. Siamo bravissimi a pettegolare, dobbiamo invece diventare bravi nel saper quando tacere».

«Siccome il contagio – conclude Don Gregorio -, la malattia di qualcuno, la quarantena probabilmente si ripeteranno per molti di noi, non perdiamo l’occasione per diventare più responsabili per le nostre parole. In un tempo di crisi e di prova non abbiamo diritto di distruggere con le chiacchiere ma sostenere e costruire. La parola ha grande potenza, usiamola per il bene».

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