A tu per tu con Paolo Batistini, il chitarrista follonichese che ha fatto della passione un lavoro

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FOLLONICA – “A tu per tu”: questa è la volta di Paolo Batistini, chitarrista follonichese che con la sua intensa attività live si esibisce in giro per tutta Italia, e che ringrazio per la disponibilità che oggi mi concede.

“La chitarra è una piccola orchestra. Ogni corda è un colore differente, una voce differente” dice Andrès Segovia. Tu, Paolo, cosa ne pensi?

Grazie Claudia per avermi contattato. Le parole di Segovia dipingono il quadro esatto delle potenzialità di questo strumento e devo dire che riflettono molto il mio modo di suonare; prediligo la chitarra acustica, la quale mi permette di eseguire parti di melodia e accompagnamento simultaneamente tipico dello stile fingerstyle.

Suoni da quando avevi otto anni, hai iniziato gli studi di chitarra classica con il maestro Fabio Montomoli, hai proseguito con Alberto “Sesy” Seravalle e continui a studiare tutt’oggi. Che cosa ha di affascinante per te la musica?

La cosa che più mi affascina sono le infinite possibilità che la musica riesce ad offrire. Ancora oggi studiare per me rappresenta un momento incredibilmente stimolante e assolutamente divertente.

Il tuo sodalizio artistico con la cantante Lorenza Baudo dura ormai da circa vent’anni, vorresti ripercorrerne brevemente le tappe salienti?

Con Lorenza abbiamo percorso tantissimi stili musicali passando dal tango al fado per arrivare alla musica napoletana e brasiliana; e questa è solo una parte del nostro percorso artistico che credo si sia concretizzato nel nostro ultimo progetto dal nome “StileLibero”, uno spettacolo dove la musica e il teatro creano un collante meraviglioso dove la parte artistica di Lorenza emerge in maniera spiccata.

“Pensavo, è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra” sono parole di Fabrizio De Andrè. Con L’Apocrifa Orchestra stai portando avanti proprio lo spettacolo “Tributo a Fabrizio De Andrè”, come ti senti di commentare queste sue parole?

Il commento alle parole di De Andrè l’Apocrifa Orchestra lo lascia alla musica. L’apocrifa orchestra cerca di cucire un vestito dove adagiare in maniera solida i brani di Faber, e poi a dirla tutta “ci piace lasciarci ascoltare” (citazione da “Il suonatore Jones”).

E che cosa mi dici della collaborazione con il violinista Alessandro Golini?

Quella con Alessandro è una collaborazione dove la musica che facciamo è strettamente strumentale. Alessandro è un violinista estremamente versatile dotato di grande musicalità e proprio con lui nasce “Di tutto un pop” uno spettacolo in cui chitarra e violino sondano vari stili musicali e non ti nascondo che è divertentissimo.

“Incanto di un mito” è il progetto che ti vedrà impegnato nei prossimi mesi: di cosa si tratta?

Questo sarà un concerto basato sulla musica del grande maestro Ennio Morricone al quale sono musicalmente legatissimo. La protagonista è la cantante follonichese Silvia Dolfi con la quale collaboro da diverso tempo. Sarà un concerto estremamente ricco di contributi importanti e far parte dell’organico musicale mi rende estremamente orgoglioso.

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