Tornusciolo contro Della Negra: «Cerca in tutti i modi di “entrare dalla finestra” e condizionare le scelte politiche»

GROSSETO – “È paradossale che i consiglieri di maggioranza votati democraticamente dai cittadini grossetani debbano rispondere ad una persona che non ha mai ricevuto nessun consenso elettorale da parte dei cittadini. Da mesi si assiste infatti alle scorribande di finto ambientalismo da parte del presidente dell’associazione “Grosseto al centro”, a cui questa volta rispondono i consiglieri Gino Tornusciolo, Bruno Ceccherini e Renato Algeri dopo che è stata portata all’attenzione della IV commissione, da parte dei consiglieri di opposizione Lorenzo Mascagni, Antonella Pisani e Marilena Del Santo una richiesta finalizzata alla costituzione di una Consulta del verde per offrire pareri e approfondimenti sulle questioni ambientali e di verde pubblico”.

A scriverlo, in una nota, il consigliere Gino Tornusciolo, anche a nome di Bruno Ceccherini e Renato Algeri, “accusati” dall’associazione Grosseto al centro di aver detto No all’istituzione della Consulta del verde.

“Così come sancisce lo statuto comunale – proseguono -, il consiglio può adottare o meno tale strumento e tutta la maggioranza sta correttamente ragionando sull’opportunità o meno di avvalersi della consulta, che per altro sarebbe ad oggi avallata da un centinaio di cittadini che militano in sette associazioni (ossia poco più di 10 persone per sigla) e che vorrebbero imporre strategie “politiche” della gestione del verde, a fronte dell’operato dell’amministrazione di Vivarelli Colonna e dei professionisti e dipendenti comunali messi in campo che stanno egregiamente rispondendo alle esigenze sull’argomento in città.

Quindi oggi i consiglieri di maggioranza si trovano a dover rispondere sui giornali non ai consiglieri di opposizione che hanno presentato il documento in commissione, ma al presidente dell’associazione “Grosseto al centro”, un tale Matteo Della Negra, che non avendo trovato spazio nelle elezioni “democratiche”, prova con forzature ed escamotage ad entrare dalla finestra nelle scelte politiche della città.

Ricordando e ribadendo ancora che lo statuto comunale lascia ampia scelta al Consiglio di usufruire o meno del sostegno delle consulte – concludono -, occorre fare presente che il No a tali richieste ha lo stesso valore democratico del Sì, sempre che la democrazia non sia concepita a senso unico.

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