Coronavirus, Cobas: «Un caso al supermercato» Coop: «Investiti 4 milioni per la sicurezza»

FOLLONICA – Un caso positivo al Coronavirus in un supermercato Follonichese secondo Francesco Iacovone, del Cobas nazionale: «Nelle ultime ore ci sono stati comunicati quattro casi di positività al Covid-19 in Unicoop Tirreno (gli altri tre sono però fuori provincia, in supermercati nella zona di Roma n.d.r.), e sono tutt’ora in corso le indagini epidemiologiche».

«Siamo molto preoccupati per questa improvvisa impennata dei casi – dichiarano dai Cobas – abbiamo chiesto all’azienda la possibilità di derogare al regolamento che non prevede la possibilità di portare con se lo smartphone, utile per l’utilizzo dell’App Immuni».

«È imprescindibile tornare al contingentamento degli ingressi – prosegue il rappresentante sindacale – perché gli assembramenti, soprattutto nel week end, innalzano il rischio di contagio e mettono a repentaglio la salute delle lavoratrici e dei lavoratori».

«Abbiamo investito 4 milioni di euro per affrontare la situazione Covid in sicurezza, sia per i dipendenti che per i clienti» mette in chiaro Unicoop Tirreno.

«Come tutti i luoghi di lavoro ci siamo trovati a gestire la situazione ed eventuali casi positivi nei nostri 94 punti vendita – prosegue Unicoop – abbiamo 3.800 dipendenti e abbiamo avuto, da marzo, solo una decina di casi. Questo perché abbiamo investito in sicurezza: i vigilantes sono ancora presenti all’entrata dei nostri supermercati, distribuiamo mascherine ai dipendenti, siamo stati i primi a mettere barriere di plexiglas che servono a tutelare la salute sia dei dipendenti che dei clienti. Ovviamente una parte di rischio resta, così come in ogni luogo di lavoro».

«Coop svolge un ruolo fondamentale: tanto è vero che, assieme alle farmacie, siamo rimasti aperti anche durante il lockdown. Da subito 220 dipendenti sono stati messi in smart working e non abbiamo mai abbassato la guardia. Come detto, le positività sono state poche, ma in questi casi abbiamo da subito attivato la Asl che ha disposto tutte le procedure del caso, individuando eventuali contatti e disponendo la sanificazione degli ambienti. La nostra missione è preservare la salute di clienti e dipendenti, ma anche di preservarne la privacy: no alla caccia alle streghe, perché ammalarsi non è una colpa».

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