Sanità, Tavolo di salute pubblica: «Passate le elezioni tutto tace. E le promesse ai cittadini?»

MASSA MARITTIMA – “Calato il sipario delle regionali torna, su ospedale e servizi territoriali, il silenzio che ci farà compagnia sino alle prossime elezioni dove, come abitudine, si annunceranno ancora cambiamenti, riforme, investimenti, sostegni, aiuti e quant’altro si possa immaginare. Peccato che tutto questo duri sino al fatidico giorno del voto e svanisca nei giorni a seguire”.

A scriverlo, in una nota, Marco Mazzinghi, Luciano Fedeli, Paolo Mazzocco per il tavolo di salute pubblica di Massa Marittima.

“Ricordiamoci delle strabilianti promesse fatte ai cittadini con investimenti sul settore sanitario – proseguono dal tavolo di salute pubblica – che, riconosciuto in modo quasi unanime, aveva subito troppi tagli e ridimensionamenti. E così dai social, ai giornali, alle televisioni innumerevoli post e spot che annunciavano assunzioni di infermieri, primari, medici.

Peccato veramente perché se le elezioni fossero state rinviate gli spot li potevamo ancora oggi vedere e goderci l’illusione che un giorno qualcosa sarebbe cambiato, migliorato, corretto.

Invece dopo l’esito del 22 settembre tutto si è spento e i protagonisti delle battaglie su tutti i fronti hanno girato le spalle, come consuetudine, ai cittadini.

Intanto il covid senza attendere il freddo e le malattie autunnali, si fa sentire. È vero sì che la situazione è mutata, il virus ha soprattutto a che fare con una popolazione meno fragile, è vero che in questi mesi sono state provate e sperimentate terapie ma è vero anche che quella rivoluzione attesa nei servizi sanitari non si è avuta, così con il personale e con l’organizzazione siamo ancora a marzo.

Chi ne farà le peste saranno i soliti: gli eroi, a tempo e fino a che dura la paura, che lavorano nelle strutture sanitarie e i cittadini che, pur non contraendo il virus, affetti da patologie importanti, saranno costretti ad attendere tempi lunghissimi perché per colpa del covid ancora non si è provveduto ad organizzare e potenziare il servizio in modo da dare risposte a tutti i bisogni di salute.

Chi ha modo di andare al nostro ospedale per un semplice prelievo avrà avuto ammirato, ad esempio, la bellissima sala di attesa modello “e le stelle ci stanno a guardare” allestita all’esterno da mesi, basterà confidare nella clemenza del tempo e delle temperature e soprattutto della pazienza delle persone in attesa che, ci risulta, proprio ieri si sono arrabbiate ed è stata sfiorata la rissa con un cittadino che ha chiesto pure l’intervento delle forze dell’ordine. Ma si sa, c’è il covid, la colpa è sua, c’è poco da fare.

Così come avrete potuto modo di constatare il grande impegno profuso per i letti di sub intensiva, per il potenziamento della chirurgia, della cardiologia e dell’ortopedia con altri medici.

Per non parlare del territorio dove, come promesso, si ripropone la novella dell’ultimo quinquennio delle case della salute a Massa Marittima, Follonica e Gavorrano, con quella dotazione di personale per curare a domicilio le varie casistiche.

Se tutto questo era prima delle elezioni il verbo, oggi è silenzio, non solo della politica e delle istituzioni ma anche quello dei cittadini che sembrano assuefatti, mentre quelli più integralisti addirittura affermano che meglio di così non si può fare: così è il meno peggio al quale se non facciamo sentire la voce, ci dovremmo abituare.

Come Tavolo della Salute proseguiremo nel nostro impegno non per fare carriera o correre per chissà quali obiettivi ma perché riteniamo di non avere qualcosa del passato da difendere ma di avere in prestito dal futuro un territorio che senza l’assistenza ospedaliera, senza le cure territoriali, rischia di essere compromesso soprattutto per i nostri giovani.

Il nostro appello – concludono dal tavolo di salute pubblica – è quello che tutta la comunità, a prescindere da come si pensi, sia sensibile e si muova per contrastare quel lento declino dei nostri servizi sanitari, opportunità per il futuro e diritto che deve essere garantito a tutti”.

 

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