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Mal’aria, Legambiente: «In Toscana solo Grosseto raggiunge la sufficienza sulla qualità dell’aria»

GROSSETO – La scorsa settimana, Legambiente ha presentato l’edizione speciale di Mal’aria, il dossier con il quale l’associazione ambientalista fotografa la situazione in merito all’aria che si respira nelle città italiane e ai rischi per la salute.

Nell’edizione speciale del dossier, è stata stilata una pagella sulla qualità dell’aria di 97 città italiane sulla base degli ultimi 5 anni – dal 2014 al 2018 – confrontando le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10, Pm2,5) e del biossido di azoto (NO2) con i rispettivi limiti medi annui suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): 20µg/mc per il Pm10; 10 µg/mc per il Pm2,5; 40 µg/mc per il NO2. Limiti, quelli della OMS, che hanno come target esclusivamente la salute delle persone e che sono di gran lunga più stringenti rispetto a quelli della legislazione europea (limite medio annuo 50 µg/mc per il Pm10, 25 µg/mc per il Pm2,5 e 40 µg/mc per il NO2).

Il quadro che emerge dal confronto realizzato da Legambiente è preoccupante: l’85% delle città analizzate non ha raggiunto la sufficienza. Buone notizie invece per Grosseto, la città in cui ogni estate da trentadue anni viene organizzata Festambiente, la festa nazionale di Legambiente: proprio Grosseto infatti ha raggiunto un punteggio superiore alla sufficienza con Sassari, Macerata, Campobasso, Catanzaro, Grosseto, Nuoro, Verbania e Viterbo, L’Aquila, Aosta, Belluno, Bolzano, Gorizia e Trapani. Fanalini di coda Torino, Roma, Palermo, Milano e Como non avendo, nei cinque anni considerati, mai rispettato, neanche in riferimento ad uno solo dei parametri, il limite di tutela della salute previsto dall’OMS.

“Il fatto che Grosseto – ha dichiarato Angelo Gentili, membro della segreteria nazionale di Legambiente e coordinatore di Festambiente – sia l’unica città della Toscana ad aver raggiunto la sufficienza è senza dubbio un dato positivo che ripaga le politiche ambientali messe in atto negli ultimi anni. E se è vero com’è vero che per tutelare la salute delle persone bisogna avere coraggio e coerenza, definendo le priorità da affrontare e finanziare, è altrettanto vero che Grosseto sta dimostrando di avere imboccato la strada giusta. Puntare sempre di più su una mobilità sostenibile e dare un’alternativa al trasporto privato è la vera chiave di volta per il futuro delle nostre comunità ed è esattamente ciò che Grosseto dovrà continuare a fare, migliorando sempre di più i parametri ambientali a partire dal risultato positivo ottenuto”.

“La strada della lotta alla crisi climatica e della riconversione ecologica dell’economia italiana è l’unica percorribile e – ha continuato Gentili – adesso serve proseguire nel lavoro costante finalizzato ad incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, potenziando la rete dello sharing mobility, le piste ciclopedonali e le zone 30, come previsto dal PUMS. (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile). E poi mobilità elettrica, condivisa, ciclopedonale e multimodale dovranno essere prioritarie nell’agenda politica dell’amministrazione affinchè si possa consentire non solo alla città ma all’intero territorio di fare un ulteriore balzo in avanti verso la sostenibilità. Occorre infatti avere meno auto circolanti e ZTL ancora più estese, trasformando Grosseto, che ha tutte le carte in regola per diventarlo, in città della bici in cui poter circolare in sicurezza con le  due ruote, aumentate notevolmente dopo il lockdown legato all’emergenza sanitaria che stiamo attraversando”.

“Di una cosa possiamo dirci orgogliosi come Legambiente: la città in cui ogni estate Festambiente va in scena, proponendo un modello ecosostenibile per tutta la Penisola, ha raggiunto dei buoni risultati  – ha concluso Gentili – a dimostrazione del fatto che il lavoro di pungolo fatto dalla nostra associazione e dal movimento ambientalista più in generale è in grado di aiutare le amministrazioni ad aggiustare la rotta e a guardare nella giusta direzione. Continueremo a lavorare insieme, cogliendo al volo l’opportunità che prevede inevitabilmente dei sacrifici e dei cambi di abitudini da parte dei cittadini ma che potrebbe restituire città più vivibili, efficienti, salutari e a misura d’uomo.”

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