Istituzione Le Mura, De Martis: «Stop alla consulenza esterna, in tre anni spesi 55mila euro»

GROSSETO – “55mila euro. A tanto ammontano i soldi spesi dall’Istituzione Le Mura, in poco più di tre anni di vita, per le prestazioni di un consulente esterno al quale è stata affidata l’ordinaria gestione finanziaria e contabile. Una cifra importante che già di per sé stessa solleva più di una perplessità. Per questo avevo proposto che quell’incarico non venisse rinnovato, ma nel Consiglio comunale di lunedì scorso il sindaco e la sua maggioranza hanno respinto la mozione”.

A scriverlo, in una nota, Carlo De Martis, capogruppo Lista Mascagni Sindaco.

Per comprendere quanto sia grave questa bocciatura occorre fare un passo indietro – prosegue -. Nel 2017 il complesso delle Mura medicee veniva affidato alla neonata Istituzione Le Mura, ‘organismo strumentale’ del Comune, in altre parole un’articolazione della stessa Amministrazione comunale. Una soluzione ‘di ripiego’ rispetto alla grandiosa ‘Fondazione’ che Antonfrancesco Vivarelli Colonna aveva promesso, come ammesso anche dall’assessore alla Cultura. Ma tant’è.

Con delibera 208 del 25 maggio 2017 la Giunta disponeva quindi che: “i Settori ed i Servizi dell’Amministrazione Comunale … dovranno garantire tutte le funzioni tecniche ed amministrative all’Istituzione stessa per ogni attività riferita … alla gestione economico-contabile dell’Istituzione … Per quanto attiene alle competenze ed alla gestione finanziaria e contabile … l’Istituzione si avvarrà delle prestazioni e dei servizi comunali a ciò delegati”. Ciò, veniva precisato, con la finalità di “evitare duplicazioni di costi ed al fine di razionalizzare la spesa ed onde garantire efficienza operativa all’Istituzione”.

Tutto chiaro, tutto giusto. Almeno sulla carta, perché nel tempo di un sospiro quanto stabilito dalla Giunta veniva clamorosamente disatteso, con l’Istituzione Le Mura che, anziché affidarsi agli uffici comunali, per la gestione finanziaria e contabile incaricava un consulente esterno.

Ed è così che delle già misere risorse dell’Istituzione Le Mura – il contributo del Comune per la gestione dell’intero complesso monumentale ammonta ad appena 30.000 euro – una buona metà (oltre 15mila euro) ogni anno viene letteralmente mangiata dalle parcelle di un consulente (della cui professionalità non si discute, ma) la cui nomina risulta in aperto conflitto con quanto disposto dalla Giunta comunale e, quel che più rileva, con quegli importantissimi obiettivi di razionalizzazione della spesa e contenimento dei costi stabiliti nella delibera 208, tanto più attuali oggi, in epoca Covid.

Ma c’è di più: l’affidamento della gestione finanziaria e contabile dell’Istituzione ad un consulente esterno non è stato frutto di una decisione estemporanea dell’Istituzione medesima, bensì di puntuali direttive dell’Amministrazione comunale, come emerso nel Consiglio comunale di lunedì scorso.

Il sottoscritto aveva infatti presentato due mozioni per integrare le risorse destinate all’Istituzione Le Mura (anche in termini di organico, vantando l’Istituzione tre soli impiegati) e in ogni caso intervenire affinché quelle consulenze non venissero più rinnovate, chiedendosi né più né meno che la Giunta applicasse e facesse rispettare quanto la stessa Giunta aveva deliberato.

La bocciatura di queste due proposte, avvenuta su esplicita indicazione dell’assessore alla Cultura, allora non solo non è condivisibile, ma ha dell’incredibile. In altre parole, mentre con una mano il sindaco firma una delibera con la quale dispone, oculatamente, che ogni attività e funzione dell’Istituzione Le Mura debba essere garantita intra moenia, attraverso gli uffici dell’Amministrazione, con l’altra mano respinge una mozione che chiede che quella delibera, da lui stesso emanata, sia rispettata ed applicata.

Una vicenda, per quanto incredibile, estremamente seria. Innanzitutto perché non è da escludere che possa configurarsi un’ipotesi di danno erariale, stante una conclamata e ingiustificata duplicazione di costi. In secondo luogo – conclude De Martis – perché dopo quattro anni di amministrazione è interesse di tutti i grossetani, al di là delle appartenenze politiche, capire se questa Amministrazione intenda realmente investire sull’Istituzione Le Mura, ovvero su una gestione delle nostre Mura finalmente adeguata alla bellezza e alle potenzialità che le sono proprie”.

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