Agricoltura: Cia e Ases nelle aree rurali per fornire assistenza sui bonus anti crisi

FIRENZE – Un tour di informazione e sensibilizzazione per supportare aziende agricole e cittadini delle aree rurali nell’accesso ad aiuti e bonus anti-crisi previsti dal Governo. E’ il progetto #lanaturanonsiferma lanciato da Ases-Agricoltori Solidarietà e Sviluppo e Cia-Agricoltori Italiani, che ha fatto tappa oggi a Firenze dopo aver girato nei mesi estivi le province della Toscana.

Oltre 200 le imprese incontrate, circa 40 in Maremma, più di mille le persone, per un viaggio solidale che adesso intende raggiungere tutta Italia, toccando le zone più interne e maggiormente interessate dall’emergenza.

“Come Confederazione grossetana abbiamo immediatamente dato la nostra disponibilità ad ASeS per realizzare questo progetto – ha commentato Claudio Capecchi, presidente Cia-Grosseto a margine della giornata conclusiva -. Eventi come questo vanno nel senso che noi auspichiamo: aiutare le aziende agricole e chi vive nelle aree rurali a superare il difficile momento anche grazie ai bonus. L’agricoltura ha bisogno di ripartire dopo la crisi generata dal Covid, serve però attenzione soprattutto per le aree più deboli e per chi spesso non ha accesso agli strumenti telematici. Un tour come quello appena concluso ha di fatto garantito aiuto e sostegno trasferendo informazioni e competenze ed offrendo soluzioni alle molte domande dei preseti”

Durante l’incontro di oggi, che rientra nelle iniziative della quarta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzato dall’ASviS, la Ong di Cia ha fatto il punto sul progetto, nato durante il lockdown per sostenere i lavoratori della filiera agricola fornendo dispositivi di protezione individuale, e i cittadini più colpiti dalla crisi con raccolte di cibo e donazioni alimentari.

Con la fase 2, anche #lanaturanonsiferma ha fatto un passo ulteriore, grazie anche al contributo di Enea ed Enel, iniziando un tour con tanto di unità mobile per fornire informazioni e assistenza sui diversi bonus messi a disposizione dall’esecutivo. A beneficiarne, appunto, famiglie e aziende delle aree rurali, dove sono più concentrate le attività agricole ma dove spesso si registrano ritardi sia nell’acquisire conoscenze che nell’accedere a servizi.

“La nostra è una storia di agricoltori per gli agricoltori e il nostro intento è di favorire lo sviluppo, la valorizzazione e la dignità delle comunità rurali – ha spiegato la presidente di ASeS Cinzia Pagni -. Con questa iniziativa, vogliamo dare un aiuto pratico a chi vive e lavora nelle campagne. Per far fronte all’emergenza, il Governo ha messo in campo diversi decreti, in tema di risorse stanziate, aiuti, agevolazioni e sussidi, ma è subito emerso che l’accesso a tali aiuti è spesso complicato e difficile, soprattutto per chi non ha totale padronanza dei nuovi sistemi telematici. Ecco perché riteniamo doveroso supportare chi abita nelle aree interne, in particolare i cittadini e le micro imprese in condizioni di fragilità economica, sociale e geografica, così come le aziende agricole sociali che coinvolgono nelle attività sui campi categorie svantaggiate e fasce deboli della popolazione, come disabili e anziani. Si tratta di una scelta di responsabilità per dare un aiuto concreto a ripartire”.

La risposta, fin da subito, è stata positiva: tante le domande e i quesiti nel corso degli incontri di ASeS-Cia sul territorio toscano, soprattutto rispetto alle procedure di accesso ai sostegni, spesso complesse e farraginose. Oltre alle tante informazioni fornite, a margine delle iniziative sono stati distribuiti kit sanitari anti-Covid e vademecum agevoli, come per esempio la guida alle nuove detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica.

“La solidarietà, il sostegno a cittadini e imprese, non può venire meno in questa fase delicata – ha sottolineato il presidente di Cia, Dino Scanavino -. Le aree rurali non si sono mai arrese e gli agricoltori sono stati sempre in prima linea per garantire cibo sano e sicuro durante il lockdown. Un impegno straordinario portato avanti con dedizione e tuttavia non sufficiente ad arginare crisi e perdite reddituali”.

“Per questo – ha concluso Scanavino – ora bisogna continuare a supportare agricoltura e aree interne con misure e risorse adeguate, lavorando da qui al 2021 per far entrare nel Recovery Plan italiano investimenti dedicati proprio all’ammodernamento delle infrastrutture fisiche e digitali di quelle zone che ‘fanno’ il 60% della superficie nazionale e rappresentano la spina dorsale e l’anima green del Made in Italy”.

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