Legambiente pulisce le spiagge: anche in Maremma torna la campagna Clean Up The Med

GROSSETO – Un Mediterraneo unito nella lotta ai rifiuti marini. Dalla Palestina alla Francia, dall’Italia alla Grecia, centinaia di volontari, armati di sacchi e guanti, si danno appuntamento sulle spiagge di tutto il Mediterraneo con un unico obiettivo: ripulirle dai rifiuti e lottare per un mare più pulito. Clean Up The Med, campagna di sensibilizzazione Legambiente sulla gestione sostenibile e sulla riduzione dei rifiuti marini, torna dal 25 al 27 settembre, per un week-end di mobilitazione che coinvolgerà associazioni, università, comuni, enti pubblici, scuole e cittadini. Una grande iniziativa di volontariato ambientale promossa quest’anno da Common (Coastal Management and MOnitoring Network for tackling marine litter in Mediterranean sea), progetto europeo finanziato da Eni CBC Med che coinvolge Italia, Libano e Tunisia con l’obiettivo di tutelare le coste del Mediterraneo dal marine litter attraverso una gestione sostenibile.

Clean Up The Med nasce nel 1995 e negli anni ha coinvolto 21 paesi del Mediterraneo, oltre 1500 località e migliaia di volontari. Quest’anno, alla fine di un’estate marcata dall’emergenza sanitaria, hanno aderito all’iniziativa più di 80 organizzazioni provenienti da 17 Paesi: Italia, Francia, Spagna, Algeria, Libano, Tunisia, Egitto, Palestina, Croazia, Cipro, Marocco, Malta, Giordania, Macedonia del Nord, Turchia, Libia, e Grecia.

Anche la Maremma protagonista dell’iniziativa. In particolare si segnalano le iniziative di Castiglione della Pescaia e Albinia, in cui i partecipanti saranno coinvolti anche in un monitoring beach litter, monitoraggio di selezione ed identificazione scientifica per tipologia e grandezza dei rifiuti raccolti in una specifica porzione di spiaggia. Un’indagine realizzata seguendo un rigido protocollo per comprendere natura e diffusione dei rifiuti con particolare riferimento alle micro e nano plastiche. Oltre alla rimozione fisica dei rifiuti, la campagna Clean Up The Med mira a sensibilizzare la collettività, a restituire spiagge, coste e scogliere più pulite alla fruizione comune e a monitorare lo stato di salute delle coste Mediterranee. Ogni anno, tra spiagge e fondali si accumulano oltre 8 tonnellate di rifiuti, di cui più dell’80% è plastica: dai tappi di bottiglia ai giocattoli, dai cotton-fioc ai sacchetti. Nelle spiagge italiane monitorate quest’anno da Legambiente nell’ambito dell’indagine Beach Litter sono stati rinvenuti 654 rifiuti ogni cento metri. Inoltre, in una spiaggia su tre sono stati ritrovati guanti, mascherine e altri oggetti riconducibili all’emergenza sanitaria.

Tra le cause principali dei rifiuti spiaggiati, quindi, le attività umane e, in particolare, la cattiva gestione dei rifiuti sulla terraferma. Per questo il progetto Common prevede una serie di azioni volte a favorire la collaborazione tra enti locali, gestori dei rifiuti, associazioni e operatori economici del mare (dalla pesca al turismo) per comprendere le problematiche territoriali e quali possano essere le soluzioni sinergiche e strategiche.

Prossimo appuntamento per la Maremma sarà il preliminary meeting che il 1 ottobre riunirà in una tavola rotonda virtuale enti locali, guardia costiera, associazioni di categoria del turismo, del mondo balneare e della pesca per comprendere quali siano oggi le principali criticità riscontrate riguardo ai rifiuti marini e spiaggiati, i cui effetti si ripercuotono tanto sull’ambiente quanto sulla filiera della blu economy e sull’immagine stessa territoriale.

“Nonostante in Maremma la situazione sia sotto controllo – spiega Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente – grazie alle misure intraprese dagli enti locali che e alla lungimiranza degli operatori economici costieri che da tempo stanno puntando sulla sostenibilità e sul valore ambientale, purtroppo le sue spiagge e i fondali marini risentono gravemente del problema della marine litter. Per questo, iniziative come il Clean Up The Med o il Clean beach tour realizzato con il nostro Piero Pelù rappresentano un momento di sensibilizzazione e presa di coscienza fondamentale. In tale ottica, invitiamo chiunque voglia cimentarsi nella pulizia delle spiagge a segnalarci la propria iniziativa via social utilizzando l’hashtag #CleanUpTheMed. Altrettanto fondamentale sarà il percorso che il progetto Common permetterà di attivare in Maremma per individuare, con tutte le parti coinvolte, una piattaforma strategica che possa ridurre gli effetti di questo inquinamento. Bisogna però, prima di tutto, partire dall’ascolto e dal reciproco confronto per conoscere e comprendere quanto sia già stato fatto e quanto ancora si possa fare, mettendo a sistema le reciproche forze. A questo servirà il preliminary meeting di ottobre in occasione del quale si traccerà il percorso da intraprendere per lavorare insieme in modo coordinato”.

Il carico e la tipologia di rifiuti raccolti durante ogni appuntamento verranno elaborati e resi disponibili sulla piattaforma www.commonproject.it, un portale nato per raccogliere dati sul marine litter nel Mar Mediterraneo e per valorizzare l’importanza di tutelare il nostro mare e la biodiversità che custodisce.

Il partenariato: Il progetto Common vede coinvolti Legambiente, l’Università di Siena, l’Istituto Nazionale di Scienze e Tecnologie del Mare di Tunisi, il Ciheam Bari, l’ong libanese Amwaj of the Environment, l’Università di Sousse e la riserva naturale di Tyre, in Libano. L’obiettivo comune è la riduzione del marine litter in 5 aree pilota, pianificando l’uso e il monitoraggio delle risorse e utilizzando un approccio partecipativo, con l’ambizione di testare un modello potenzialmente trasferibile a tutto il bacino mediterraneo.

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