Coronavirus e imprese: l’impatto della pandemia sulla Maremma. Il report della Camera di Commercio

GROSSETO – Il Sistema informativo Excelsior ha effettuato a livello nazionale due indagini consecutive per tracciare un identikit delle imprese con almeno un dipendente, alle prese con l’impatto da Covid 19: la prima nel periodo tra fine maggio ed inizio giugno e la seconda nelle settimane a cavallo tra giugno e luglio. I risultati delle due indagini, relativamente alle province di Grosseto e di Livorno, sono stati estrapolati dal Centro Studi e Servizi della Camera di commercio Maremma Tirreno con focus specifici che forniscono utili informazioni per monitorare lo status e i sentiment delle imprese locali.

“Il sistema camerale continua la sua opera di monitoraggio dell’impatto del Covid 19 sul tessuto imprenditoriale locale – commenta il Presidente della Camera di commercio Riccardo Breda -. Dopo due ricerche ad hoc condotte direttamente, il nostro Centro Studi e Servizi ha elaborato ed analizzato i risultati di un’indagine realizzata a livello nazionale dal sistema informativo Excelsior, in due successivi tempi, sui territori provinciali. Ebbene da questi ultimi dati emerge in modo evidente la conferma che non solo la pandemia ha travolto e stravolto i sistemi produttivi a tutti i livelli ma come sia importante, per affrontare la sfida dei mesi a venire, proseguire in tutte le azioni volte a supportare l’impegno che il mondo produttivo sta compiendo per far ripartire il Paese ed in particolare, continuare nel processo di innovazione e digitalizzazione delle imprese”.

A Grosseto più di 9 imprese su 10, per la precisione il 91,2% del campione, dichiarano di aver subito un impatto negativo per gli effetti della pandemia e la gran maggioranza di queste (oltre il 60%) prevede di poter cominciare a recuperare le perdite subite solo a partire dai primi mesi del 2021. Risulta pertanto significativamente minima (8,1%) la quota di imprese intervistate che dichiara di non aver subito contraccolpi produttivi e perdite economiche significative .

Nel periodo di realizzazione della prima indagine, 25 maggio/9 giugno 2020, solo il 23,8% delle imprese grossetane del campione si collocava su posizioni non troppo distanti dalle condizioni operative precedenti l’emergenza sanitaria, mentre la maggior parte, il 69,1%, ha dichiarato di operare a regimi ridotti rispetto alla situazione pre Covid ed il 7,1%% erano ancora sospese o stavano valutando se e come riprendere l’attività. Tali dati indicano che in Maremma la percentuale di imprese è risultata minore che Toscana ed in Italia sia per regimi di attività simili rispetto a quelli pre-Covid sia per attività sospese o che ipotizzano la chiusura; viceversa per la quota di imprese con attività a regime ridotto dove si riscontra che il dato grossetano è nettamente superiore alla media regionale e nazionale.

Per quanto riguarda il dimensionamento aziendale l’impatto del lockdown è stato avvertito maggiormente dalle imprese “più piccole”, quelle con un numero minore di addetti. Infatti la percentuale di imprese che hanno subito una discontinuità nell’attività è più elevata tra le cosiddette micro imprese (1-9 dipendenti) e le imprese con 10-49 dipendenti, rispettivamente per il 70,9% ed il 62,7%.

In questo quadro particolarmente complesso e preoccupante si confermano tuttavia come strategie “premianti”, la presenza stabile sui mercati esteri e l’aver portato a compimento piani di digitalizzazione adeguati. Fra i fattori di vantaggio delle imprese abitualmente esportatrici nel contenere l’impatto nell’affrontare lo shock della crisi e della chiusura forzata è da segnalare la possibilità di organizzare l’attività ricorrendo allo sviluppo del commercio elettronico e al lavoro agile.

Nell’immediata fase post-lockdown, il tessuto imprenditoriale è in primo luogo concentrato sulle misure per ripartire in sicurezza. L’88,6% delle imprese grossetane ha dichiarato di adoperarsi per l’adozione di strumenti atti a garantire il rientro in sicurezza dei lavoratori (84,3% Toscana e 81,7% Italia). Risulta inoltre significativa l’attenzione all’adozione di protocolli di sicurezza sanitaria (circa il 62%), e poi, nell’ordine, alla formazione del personale sui dispositivi di protezione individuale (49,6%), alla riprogettazione degli spazi dedicati all’accoglienza della clientela/utenza per garantire il rispetto del distanziamento sociale (24,9%) ed alla presenza di un responsabile prevenzione Covid-19 o di in punto sanitario di riferimento (14,2%),

Tra le azioni previste nel futuro a breve, oltre a garantire le misure necessarie a ripartire in sicurezza, una quota di imprese, anche se ancora contenuta, ha fra le priorità l’adozione o l’estensione delle forme di lavoro agile (tale “misura” risulta pianificata dal 6% delle imprese), lo sviluppo di servizi a domicilio (circa l’8%,) e lo sviluppo del commercio elettronico (5%).

Per fare fronte alla crisi nei prossimi mesi le imprese hanno dichiarato che adotteranno per lo più azioni di reskilling del personale già presente in azienda (opzione scelta da oltre il 78%), segno che la pandemia produrrà un’ulteriore accelerazione del processo di riconversione e rafforzamento delle competenze del capitale umano per favorire l’allineamento alle nuove forme organizzative del lavoro.

Spostando lo sguardo sulle azioni da porre in essere nel II semestre 2020, e comunque in una prospettiva post-Covid19, si rileva un elevato dinamismo che spinge l’84,1% delle imprese grossetane (82,6% Toscana e 82% Italia) a programmare interventi a fronte del 15,9% (17,4% Toscana e 18% Italia) che dichiara di voler attendere l’evoluzione della situazione per poi delineare un piano di attività.

Il report riporta anche i risultati della successiva indagine, svolta tra il 22 giugno ed il 6 luglio, per capire come stava evolvendo la situazione con l’inizio della stagione estiva. Ebbene, risulta aumentata in modo significativo la percentuale delle imprese con attività a regimi simili a quelli pre-emergenza (dal 23,8% al 31,4%), mentre la quota delle imprese con attività a regime ridotto e quella delle attività sospese si attesta su valori decisamente più bassi rispetto a quelli riscontrati nell’indagine condotta un mese prima.

L’arrivo dell’estate non riesce tuttavia a fugare tutte le apprensioni sul futuro in quanto aumentano le imprese che posticipano il periodo di ritorno ai regimi post COVID, in particolare al primo semestre 2021; ciò non si verifica, nello specifico, per le imprese digitali e in transizione digitale che rispetto alle non digitali fanno registrare un aumento significativo della quota per la quale si è già verificato un ritorno alla piena operatività.

Tra le imprese grossetane che hanno dichiarato di proseguire l’attività tra agosto e ottobre 2020, il 61,6% prevede di avere problemi di liquidità, quota di poco superiore alla media regionale (58,9%) e nazionale (58,4%), percentuale che per le micro imprese tale percentuale sale al 62,3%,

Il Report completo sull’impatto del Covid19 sulle imprese grossetane è consultabile sul sito della Camera di commercio Maremma e Tirreno https://www.lg.camcom.it/pagina1753_studi-e-ricerche.html

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