Dalla Regione 30 mila euro per l’acquisto di tablet e pc per le scuole. Andranno in uso ai ragazzi fotogallery

GROSSETO – Oltre 30 mila euro per la digitalizzazione delle scuole maremmane. La Regione Toscana ha chiesto alle scuole di fare le proprie richieste e poi ha stanziato, a seconda delle necessità, il necessario per acquistare computer, potenziare la rete internet e tablet che saranno dati i comodato d’uso a quegli studenti che non hanno supporti elettronici disponibili in caso di didattica a distanza. Oggi l’assessore regionale Cristina Grieco ha consegnato i bollini da attaccare ai Pc comprati con i soldi della Regione.

5.400 euro sono andati al comprensivo Vannini-Lazzaretti di Castel del Piano, altrettanti a Massa Marittima al don Breschi, 3800 ad Albinia nel comune di Orbetello, 4850 sempre ad Orbetello al don Milani, 4.600 euro all’istituto comprensivo 6 di Grosseto, altri 4.600 all’istituto comprensivo uno Alberto Manzi, e infine 6 mila al polo Bianciardi.

Daniela Giovannini, preside del Polo Bianciardi precisa: «la nostra scuola ha avuto circa 6 mila euro e abbiamo deciso l’acquisto dei device. nell’arco di una settimana abbiamo chiarito chi ha il pc, chi non lo ha o lo ha condiviso, e se ha la linea, la banda. Durante il lockdown qualcuno andava a fare la spesa e si fermava nel parcheggio del supermercato per usare la rete del centro commerciale».

«Abbiamo fatto un lavoro costante per garantire la riapertura delle scuole nel rispetto delle normative anti-Covid, così da fare entrare gli studenti in ambienti tutelati» afferma il provveditore agli studi della provincia di Grosseto Michele Mazzola in occasione della visita a Grosseto dell’assessore regionale all’istruzione Cristina Grieco.

Il provveditore tocca poi il tasto supplenze: «Stiamo chiudendo la procedura, ci sono solo 40 posti ancora da assegnare in tutta la provincia e dovremo concludere le operazioni questa sera. Poi ci saranno da integrare gli organici Covid».

«Sono venuta a visitare le scuole per toccare con mano la situazione grossetana – afferma Cristina Grieco -. Abbiamo lavorato mesi e mesi, sin da giugno, a stretto contatto con uffici scolastici e ministero. Nel nostro cantiere scuola toscana abbiamo pensato nell’immediato e fare un monitoraggio per capire se c’erano scuole che dovevano provvedere all’acquisto dei device per gli alunni. Le scuole hanno fatto le loro richieste e noi abbiamo finanziato per 500 mila euro le richieste pervenute. È stato finanziato tutto quel che è stato richiesto dalle scuole in tal senso, così che potessero comprare le strumentazioni e fornirle ai ragazzi. Questo servirà anche per gli anni futuri. E farà trovare le scuole più pronte ad accogliere la sfida per l’innovazione».

Poi Grieco rivendica la scelta di aprire il 14 settembre «Non volevamo subordinare ancora una volta i diritti della scuola e dei ragazzi, ad altri eventi. Stiamo facendo lavori di copertura per la connessione internet, perché c’erano zone non raggiunte, stiamo coprendo il territorio. Da una emergenza drammatica dobbiamo guardare avanti, e andare verso la digitalizzazione».

«Alcune scuola hanno optato per la didattica a distanza (tipo il Fossombroni) però la connessione internet non era sufficiente per tutti, attraverso Netspring e cercheremo di intervenire in tutta la provincia in tal senso – afferma il consigliere provinciale Olga Ciaramella -. Abbiamo cercato di aumentare la banda anche se alcuni presidi si sono mossi già in maniera autonoma. C’è da lavorare soprattutto fuori Grosseto, Pitigliano, Sorano… quel che voglio ribadire è che le scuole sono sicure, a scuola il Covid non si prende, semmai si prende fuori e poi si porta a scuola».

Roberto Mugnai coordinatore dei dirigenti scolastici, precisa «Dal Ministero sono arrivati fondi per le scuole come mai era successo in precedenza e le scuole che hanno saputo spenderli hanno trovato risorse fondamentali. I 20 mila studenti della provincia che frequentano le scuole stanno avendo un comportamento esemplare. Negli istituti erano 1000-1500 studenti in maniera ordinata: le norme, le attenzione, i tracciamenti che abbiamo messo in piedi servono a tutelare tutti, certo poi gli studenti non stanno solo a scuola. E questo è un rischio».

Daniela Giovannini conferma: «La scuola, ora come ora, è uno dei giorni più sicuri. Chi non manda i figli a scuola per paura del contagio sbaglia. I fondi del ministero sono serviti anche per l’acquisto dei termoscanner, di cui sono dotate tutte le scuole, tutti i plessi. Sono arrivate le mascherine per ragazzi e docenti, i bagni vengono puliti tre volte al giorno. Ogni aula è dotata di una scheda per registrare l’igienizzazione».

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