L’uomo fuggito dall’ospedale, la privacy e la “caccia all’untore”

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GROSSETO – Una foto, il volto di un uomo, una segnalazione che si dice “ufficiale” e che invita a fare attenzione. Il tam tam si è scatenato presto, diffondendo la foto sui social, e mettendo in guardia chi avesse visto l’uomo ritratto.

L’uomo, uno straniero, afghano secondo la “segnalazione”, era fuggito dal reparto Covid dell’ospedale Misericordia di Grosseto dove era stato ricoverato perché positivo.

Un gesto sconsiderato, incosciente, sciocco e irrispettoso degli altri. Ma… così grave da poter scatenare una vera e propria “caccia all’untore” come quella che si è subito diffusa, come una febbre, sui social? In fondo in città ci sono sicuramente tanti asintomatici, possibili fonte di contagio senza saperlo. La loro “pericolosità” è pari a quella dell’uomo fuggito.

Ci sono state, in passato, persone che, positive ma asintomatiche hanno violato la quarantena. Qualcuno è stato anche multato. Nessuno ha diffuso i loro nomi e tanto meno le loro foto.

L’ospedale ha confermato la fuga di un uomo, ma ha smentito non solo di aver mai diffuso la sua foto, ma ha anche affermato di non sapere se la foto in circolazione corrispondesse al vero “fuggitivo”.

E allora? Chi ha messo in giro questa foto con tanto di indicazioni sull’abbigliamento? Chi l’ha diffusa sui social in barba alla privacy, neppure ci trovassimo di fronte ad un serial killer? Chissà se la stessa cosa sarebbe stata fatta con un grossetano, o se lì la paura di una causa avrebbe avuto il sopravvento sulla voglia di farsi “cacciatore di taglie”.

Comunque tutto è bene quel che finisce bene. Stamani l’uomo è rientrato in ospedale e speriamo ci resti, tra le altre cose, anche per la sua stessa salute.

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