Ballottaggio Follonica, l’appello al non voto del Pci: «Posizione coerente, esigiamo rispetto»

FOLLONICA – “Ha fatto scalpore la presa di posizione del Pci sul ballottaggio a Follonica sui media tant’è che qualche rivoluzionario da tastiera si è scatenato con violenza sui social con le solite illazioni senza senso e al limite della diffamazione”.

A scriverlo, in una nota, il Pci grossetano, dopo l’invito rivolto ai follonichesi di non votare per nessuno al ballottaggio.

“Intanto c’è da precisare che la contraddizione più grande l’avrà chi a livello locale si è alleato con il Pd mentre a livello regionale sarà contro – proseguono dal Pci -. Poca coerenza e molta più aderenza a poltrone e promesse di incarichi istituzionali.

La nostra posizione è chiara e rispetta la volontà politica di non appoggiare Andrea Benini non tanto come persona ma come soggetto politico che, volenti o nolenti, è espressione del Pd.

Avevamo questa linea nel 2019 e continuiamo su questa strada. È una scelta.

In verità per noi, viste le gravi irregolarità, il cambio del corpo elettorale che in un anno e mezzo è avvenuto, sarebbe stato opportuno indire nuove elezioni per azzerare lo scandalo, perché di questo si tratta, su quanto avvenuto nel voto a Follonica.

Noi non ci nascondiamo dietro ad un dito come fanno altri, affermando che un candidato del Pd è meglio di altri. Forse chi rincorre questa utopia non sa che nei comuni si applicano le leggi emanate da Stato e Regione e queste sono state guidate negli ultimi anni dal Pd ed i comuni, quello di Follonica compreso, non possono fare differenze perché dovranno rispettare, Benini compreso, le leggi emanate da regione e governo.

Secondo noi del Pci non c’è differenza tra chi voleva abrogare l’articolo 18 (centro destra) e chi di fatto lo ha cancellato (Pd), non c’è differenza tra chi ha iniziato a precarizzare lavoro e diritti dei lavoratori e chi lo ha fatto diventare legge con il Jobs act e i voucher (sempre Pd).

Non c’è differenza tra chi ha privatizzato la sanità in Lombardia e chi la sta privatizzando, dicendo che non lo fa, in Toscana. Intanto 2600 posti letto non li ha tagliati Fontana, 5mila professionisti che mancano non sono frutto delle politiche della Lega o di Forza Italia, ma di quelle del Pd toscano.

Noi non correremo o corriamo e tanto meno faremo accordi con la destra, cosa che non avviene nel Pd che, nell’ultima seduta del consiglio regionale è uscito dall’aula per far mancare il numero legale sulla proposta di rendere pubblica l’acqua per applicare quel referendum in cui i cittadini decisero di che l’acqua dovesse tornare bene pubblico. Ecco un esempio concreto di accordo con la destra.

Queste sono alcune delle tante considerazioni che ci inducono a mantenere una linea politica e non accettare strategie di voto utile o del meno peggio. Siamo orgogliosamente comunisti e restiamo tali lasciando il trasformismo a chi vuole spazi nelle istituzioni a qualsiasi costo.

Sulle offese, le insinuazioni, le illazioni con le foto scandalose diffuse diciamo ai poveri coglioni da tastiera di portare fatti concreti di fronte all’opinione pubblica con i quali si dimostri collusione o convergenze occulte con figure politiche o istituzionali del centro destra.

Vogliamo ricordare che il rispetto delle istituzioni, tutte, è obbligo perché rappresentano la volontà dei cittadini che li hanno votati. Noi abbiamo rispetto anche se non condividiamo le idee e le scelte dei sindaci, compreso Antonfrancesco Vivarelli Colonna, senza scendere, da dietro ad una tastiera, all’offesa o alla denigrazione.

Se questo non va bene il problema non è nostro, non è certo di noi pochi comunisti, come dicono Giacomo Termine, Leonardo Marras e tutta la corte del Pd e state sereni, come direbbe il vostro idolo tramontato, non ci abbasseremo al vostro modo di fare politica che vuole imporre scelte, non accetta confronti o opinioni diverse e soprattutto si prende gioco dei cittadini.

La nostra volontà non è inchinarsi al vostro potere o alle feroci squadrette che si agitano sui social e nelle piazze perché oggi come non mai hanno paura di perdere e non sono capaci di ammettere che il loro peggiore nemico sono loro stessi con le politiche che sino ad oggi hanno fatto lontano e contro la gente.

A Follonica il Pci, i comunisti, non voteranno per il ballottaggio né per Benini né per Massimo Di Giacinto, i capi bastone del Pd se ne facciano una ragione.

A chi pensa infine di appoggiare Eugenio Giani in un eventuale ballottaggio ci preme da subito prendere le distanze ricordando una frase del grande Enrico Berlinguer – concludono -: ‘Io ho capito molto bene che c’è qui una parte di voi che vuole trasformare il Pci in un partito socialdemocratico. Sappiate che io a questa cosa non ci sto e che io non sarò mai il segretario di un tale partito. Se voi volete fare una cosa del genere, lo farete senza di me e contro di me'”.

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