Taglio del bosco, faccia a faccia tra ministro e operatori: «Cambiate la legge»

ORBETELLO – «Il parere del Consiglio di Stato che ha sancito la necessità di chiedere l’autorizzazione paesaggistica anche per il taglio del bosco o per la manutenzione della strada rischia di bloccare tutto il settore della selvicoltura amiatina» a dirlo sono Stefano Martini rappresentante di Asea (Associazione per lo Sviluppo Economico dell’Amiata) e Paolo Franchi, tecnico forestale e dipendente del consorzio forestale dell’Amiata, che oggi sono arrivati a Orbetello per sottoporre il problema al ministro dell’agricoltura Teresa Bellanova.

«Sono già molti i vincoli ai quali il settore è sottoposto – prosegue Martini – ma il parere del Consiglio di Stato, a nostro parere dato in modo improprio, impone alle aziende una nuova trafila burocratica estremamente costosa, equiparando interventi anche di semplice manutenzione a interventi di carattere edilizio. Questa situazione rischia di bloccare il settore e a pagarne le spese sarà chi lavora e deve portare a casa lo stipendio».

«La legge deve essere cambiata – dice ancora il rappresentate Asea – e questo parere sconvolge e stravolge il settore, le conseguenze rischiano di essere drammatiche».

«Oggi ci troviamo in una fase di stallo – spiega Franchi – il decreto che tutela i boschi dell’Amiata è del 59, ne evidenziava l’importanza paesaggistica vincolando gli interventi edilizi e rimandando alla legge forestale gli interventi selvicolturali, perché noi facciamo selvicoltura e manutenzione, non modifichiamo il paesaggio».

Il ministro, rispetto a un parere ufficiale del Consiglio di Stato, ha chiesto i documenti per poter approfondire la questione, impegnandosi :« a convocare un incontro nel più breve tempo possibile».

 

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