Barzanti: «Non c’è Toscana se è a due velocità e le vere proposte verdi le facciamo noi rossi del Pci»

GROSSETO – “Abbiamo ribadito che, se entriamo in Consiglio regionale, ci batteremo senza se e senza ma per adeguare tutta la parte infrastrutturale da Livorno a Grosseto ed anche verso Siena”.

Lo ha detto il candidato a presidente della regione Toscana per il Pci, Marco Barzanti, incontrando a Grosseto questa mattina, venerdì 11 settembre, il presidente della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, Riccardo Breda, assieme a un nutrito gruppo di imprenditori e manager di aziende delle province di Grosseto e Livorno.

“Il completamento della Tirrenica e la linea ferroviaria su cui si muovono ogni giorno migliaia e migliaia di pendolari – prosegue -, la messa in collegamento di strade e ferrovie con i porti grandi e piccoli e tramite questi con le isole, rappresentano i punti fondamentali su cui intendiamo intervenire per cambiare una situazione che, ormai, è insostenibile.

Si dice che la Toscana è a due velocità perché quella interna ha infrastrutture che favoriscono investimenti che quella costiera invece si sogna. Ebbene, non si possono accettare due modelli diversi, non ci può essere la Toscana se è a due velocità.

Sono stato l’unico candidato presidente a rispondere all’invito di Breda e a presentarsi a Grosseto. Tutti gli altri candidati presidenti hanno snobbato l’appuntamento mostrando disinteresse alle problematiche e alle richieste di questa importante parte di Toscana e ai suoi operatori economici.

La realizzazione del tunnel sull’Aurelia da Antignano a Quercianella a sud di Livorno, così come l’abolizione dell’odioso balzello autostradale per il tratto da Rosignano a Cecina e l’adeguamento della superstrada sotto Grosseto o il completamento della quattro corsie da Grosseto a Fano via Siena, sono interventi improcrastinabili.

La linea ferroviaria è arcaica. Deve essere adeguata sia nell’interesse delle popolazioni locali, studenti e pendolari, che in quello di chi la può utilizzare per il trasporto merci a scopo commerciale. E’ una linea superata, obsoleta, che va qualificata e rilanciata anche a fini turistici realizzando un collegamento serio con Piombino, porto ideale per raggiungere l’Elba. Non vanno soppresse ma implementate le fermate. E’ inoltre inaccettabile che un treno veloce impieghi quasi tre ore per raggiungere Roma da Livorno. Ma soprattutto, ripeto, se vogliamo favorire imprese ed industrie bisogna incrementare il traffico merci su rotaia.

Al centro dell’incontro c’era la relazione tra infrastrutture e sviluppo economico e sociale della fascia costiera a sud di Livorno, quella su cui ha competenza la Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, anche se ho evidenziato che per il Partito comunista italiano il rilancio economico non passa solo dal pur indispensabile adeguamento del sistema infrastrutturale e dei collegamenti viari e ferroviari.

Se entriamo in consiglio regionale ci batteremo per la valorizzazione e il rilancio dell’artigianato e delle piccole e medie imprese, delle diverse specificità che questo territorio, così differenziato al suo interno, presenta.

Ci sono mille questioni e su ognuna abbiamo una proposta. Siamo ad esempio perché l’inceneritore di Scarlino sia trasformato in un impianto di trattamento a freddo con creazione di nuovi posti di lavoro e una nuova sostenibilità ambientale, così come siamo per la conversione delle acciaierie di Piombino e del suo indotto e per le bonifiche in Maremma o contro la realizzazione di un inceneritore a Stagno, a nord di Livorno, che invece Eugenio Giani del Pd vorrebbe imporre con i carri armati. Invitiamo dunque tutti i cittadini toscani a prendere visione del nostro programma e sostenerlo con il voto il 20 e 21 settembre.

E, rispondendo a una domanda: “Siamo anche ambientalisti, certo, siamo per una regione ecosostenibile – conclude -. Le vere proposte verdi, in Toscana, le facciamo noi rossi del Pci”.

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