La Lega ripensa la sanità: «Piccoli ospedali diventeranno centri specialistici d’eccellenza»

GROSSETO – Punta sulla sanità Andrea Ulmi, candidato della Lega al consiglio regionale. E soprattutto sugli ospedali «L’ospedale è il punto nodale della sanità – afferma -. Nella mia campagna di ascolto è stata una delle cose su cui i cittadini si sono soffermati di più».

È ampio e dettagliato il programma della Lega sulla sanità «La sanità rappresenta l’85% del bilancio regionale, per questo una visione nuova di questo settore è fondamentale per un cambio di passo».

Ulmi poi passa a parlare degli ospedali minori. «Ad Orbetello la situazione si sta deteriorando – afferma il candidato della Lega – si è passati, ad esempio, da unità operativa complessa di chirurgia con un primario e sei aiuti ad unità semplice con un direttore e tre aiuti. Siamo sotto organico in tutti gli ospedali. Da Massa Marittima ci hanno chiesto di ridare dignità a questi ospedali. I primari se ne vanno in ospedali dove si lavora meglio. C’è un tentativo scientifico di depauperare le potenzialità di questi ospedali, tagliando posti letto, con macchinari non funzionanti o inadeguati».

«Anche trasformare il Misericordia in ospedale per intensità di cura non è una scelta azzeccata: non è neppure adatto architettonicamente».

Anche per questo la Lega ha voluto istituire, a livello, locale, una sorta di “front office” composto da medici e farmacisti aderenti al partito. «Penso che chi governa la Regione ha più paura di perdere l’organizzazione e le competenze sulla sanità di quanto non ne abbia di perdere le elezioni – afferma Claudio Pacella, medico e presidente del consiglio comunale grossetano – Non a caso il presidente Rossi è stato per dieci anni assessore alla sanità e ne è rimasto il controllore: ogni regione esprime la sua governance proprio sulla sanità: la salute dei cittadini è la cosa più importante».

Poi Pacella parla della figura del medico nelle scuole, che in Toscana non mai stata implementata e che invece è importantissima «specie in questo periodo di Covid. Può essere una linea di unione tra i ragazzi e i pediatri».

Alessandro Bragagnia ha parlato invece dell’esigenza di «Riportare il malato al centro della sanità». Mentre Michele Pianelli, farmacista torna sull’ospedale orbetellano «Anche geograficamente è l’ultimo della Regione. Ma a causa della malasanità toscana lo siamo anche perché i piccoli ospedali sono stati depauperati svuotati di competenze e medici con tagli continui. Reclutare nuovi medici è sempre più farraginoso e c’è una carenza costante. I grandi ospedali hanno accentrato tutte le competenze. Questo modello va ripensato: la nostra idea è di dare ai piccoli ospedali una dignità dando ad ogni reparto delle specializzazioni, così che quegli interventi vengano fatti solo lì. Il Misericordia verrà decongestionato, e si invoglieranno gli specialisti ad andare in questi centri di eccellenza per quello specifico tipo di intervento».

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