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Toscana 2020

Ulmi: «No chiaro e netto a nuovi impianti geotermici sull’Amiata»

Andrea Ulmi

AMIATA – “Le due sfaccettature della geotermia: quella dell’area boracifera e quella dell’Amiata. Come Lega sosteniamo l’importanza della prima e diciamo in maniera chiara e netta no a nuovi impianti in montagna”.

Il candidato della Lega alle elezioni regionali Andrea Ulmi interviene su un tema molto dibattuto, quello dello sfruttamento dell’energia che proviene dal sottosuolo. “In queste settimane di campagna elettorale – afferma Ulmi- visitando i territori della nostra provincia ho toccato con mano quelle che sono le realtà geotermiche e notato da vicino la grande differenza tra la geotermia che ritengo buona, quella della zona di Monterotondo e Montieri, con cui gli abitanti convivono da sempre, e quella amiatina che è avversata dalla gran parte della popolazione locale”. Una differenza che, per Ulmi, è evidente sui due territori.

“E’ chiaro che la geotermia della zona boracifera è naturale – afferma il candidato- Basta viaggiare sul territorio per notare il vapore che fuoriesce in maniera spontanea. In Amiata invece vediamo grandi impianti che vanno a pescare in profondità il calore e che, ancora oggi, lasciano molti dubbi”. Ulmi spiega perché la geotermia amiatina ancora  non dia rassicurazioni. “Non le dà sulla salute dell’uomo – afferma- perché il comprensorio amiatino nel sottosuolo è ricco di gas e metalli, molti dei quali nocivi. Su questo fronte crediamo che ci siano già troppi impianti in funzione e anche sui controlli occorrono maggiori rassicurazioni per la popolazione”.

Per l’area boracifera, invece, la situazione è opposta. “La geotermia – afferma Ulmi- è sempre stata una risorsa importante, anche a livello occupazionale. Oggi grazie alle risorse economiche che garantisce si possono sostenere le aziende che decidono di investire in queste zone, senza far correre rischi alle popolazioni locali”. Ulmi conclude con una Regione che dovrà andare sulla strada della continuità degli investimenti nella zona boracifera, ma che dovrà dire no allo sfruttamento di una risorsa che, in altri territori, è impattante.

“La territorialità è la forza del nostro partito e intendo rispettarla anche sedendo in consiglio regionale – sostiene Ulmi- Per questo credo che, specie nella nostra provincia e su un tema così importante, non si possano prendere posizioni nette se non suddividendo il territorio in zone. Sentir parlare di un pozzo geotermico a Montenero d’Orcia è qualcosa che mi lascia sconcertato e contro cui abbiamo combattuto e combatteremo, così come abbiamo detto no all’ipotizzata centrale prevista tra Santa Fiora e Piancastagnaio. Nella zona boracifera, invece, dove è stata scritta la storia della geotermia mondiale non si può rinunciare ad una risorsa per la quale il nostro paese è leader internazionale”.

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