Imbrattata la lapide del partigiano: è il secondo atto vandalico in due giorni contro i simboli della Resistenza

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SCARLINO – Imbrattata la lapide del partigiano Gabriello Dani a Scarlino. Dopo l’episodio di ieri a Follonica, oggi un nuovo atto vandalico nei confronti dei simboli della Resistenza.

“L’11 settembre 1921 – spiegano dall’Anpi – una squadra di fascisti uccise a Scarlino, al podere Palazzone, Gabriello Dani. Oggi, a novantanove anni da quell’evento, dopo tanti anni di profondo rispetto da parte dell’intera comunità, la lapide è stata brutalmente deturpata da una mano ignota coprendola con disegni osceni.

Un gesto di inaudita violenza molto simile a quella stessa violenza che allora colpì Gabriello e oggi colpisce la sua memoria e il ricordo di tanti innocenti che come lui caddero sotto le aggressioni fasciste.

Gabriello, capolega dei contadini del territorio, fu colpito durante un’azione punitiva, una “lezione” che i fascisti intendevano dare a un uomo che tra i primi si era ribellato alle direttive del nascente regime.

Lo squadrismo fascista in quei mesi dell’estate del 1921 aveva compiuto molteplici aggressioni e vessazioni sulle popolazione di molti paesi della Maremma. A partire dalla fine del mese di giugno con l’occupazione di Grosseto tanti erano stati gli atti di violenza nei confronti di inermi cittadini culminando nel brutale eccidio di Roccastrada alla fine di luglio. Anche il comune di Gavorrano, di cui Scarlino allora faceva parte, non fu risparmiato da intimidazioni e aggressioni, il 17 agosto, durante l’occupazione fascista del Capoluogo era stato ucciso Giovanni Pastasio un giovane minatore.

La sera dell’11 settembre un gruppo di fascisti di Scarlino e Follonica, dopo aver trascorso la giornata a Scarlino, decide di andare a dare “una lezione”a Gabriello Dani con lo scopo di punirlo per la sua attività politico-sindacale. A bordo di un camion raggiunge il podere, poco sotto il paese, dove abita il capolega.

Gabriello non si lascia intimidire, difende strenuamente la sua famiglia e la sua casa dagli aggressori ma, ad un certo punto, la situazione precipita poiché i fascisti, decisi a tutto, lanciano alcune bombe a mano sul tetto della casa in modo da costringerlo ad uscire. L’uomo riesce a far scappare la moglie e i bambini terrorizzati che si nascondono nella campagna circostante salvandoli così dalla violenza. Per lui, però, non c’è scampo, picchiato selvaggiamente morirà poche ore dopo tra le braccia della moglie così come recita l’epigrafe sulla sua tomba. Morì in braccio all’amata consorte la notte dell’11 settembre 1921 mentre difendeva energicamente la propria abitazione.
Nel dopoguerra per onorare la figura di Gabriello Dani e la sua tragica morte fu apposta una lapide commemorativa sul muro esterno del podere dove abitava, una semplice lastra di pietra grigia con scolpite poche parole.

Un atto, purtroppo, non nuovo in questi tempi bui che si ripete con troppa frequenza anche nel nostro territorio. L’anno passato con modalità simili in occasione del 25 aprile fu imbrattata la lapide posta nell’androne del Comune di Scarlino dedicata al partigiano Flavio Agresti, ucciso dai tedeschi il 10 giugno 1944, pochi mesi fa è stata bruciata la corona sotto la lapide dei partigiani caduti a Porta Vecchia a Grosseto, infine, proprio ieri un atto vandalico ha colpito il Monumento ai Caduti a Follonica.

La sezione Anpi Gavorrano- Scarlino, profondamente amareggiata, condanna con forza l’oltraggio compiuto ai danni della lapide in ricordo di Gabriello Dani, luogo della memoria non solo del nostro territorio ma di tutto il Paese poiché dal sacrificio di questi uomini, dall’antifascismo e dalla Resistenza sono potuti nascere il nostro Stato Democratico e la nostra Costituzione.

Per rendere omaggio a Gabriello Dani nel 99esimo anniversario della sua uccisione – conclude l’associazione – la sezione Anpi Gavorrano Scarlino organizza una commemorazione che si terrà al cimitero di Scarlino venerdì 11 settembre alle ore 10″.

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