Simboli fascisti sulla lapide ai caduti, Anpi: «Non dobbiamo essere indifferenti»

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FOLLONICA – “8 settembre di 77 anni fa. Un anniversario di una data che segna un prima e un dopo nella storia d’Italia: allo sfacelo dello Stato fascista rispondeva l’avvio della Resistenza. Che sarà durissima, lunga, e gloriosa. E dalla quale nascerà la Costituzione. Questa è la verità sulla data dell’8 settembre: lo dice la storia, quella storia che con la Resistenza che da lì prese avvio trasformò l’Italia, quell’Italia che il fascismo aveva reso un paese disperato e violento, da paese sconfitto, da sottomettere, in un paese che riconquistò libertà e dignità”.

A scriverlo, in una nota, il presidente della Sezione Anpi Follonica Claudio Bellucci dopo l’atto vandalico che ha colpito il monumento ai caduti di Follonica.

“A combattere questa battaglia – prosegue – furono i partigiani contro il nemico nazi-fascista che, con la complicità ed il servilismo dei repubblichini della repubblica di Salò, perpetrò una guerra di stragi e di annientamento di civili, donne, vecchi e bambini innocenti.
Tutto terminò ben venti mesi dopo, il 25 aprile 1945, con la Liberazione, e fu il sacrificio di decine di migliaia di partigiani e partigiane, di centinaia di migliaia di militari deportati in Germania o uccisi dai tedeschi, come a Cefalonia e Corfù, a riscattare l’immagine del Paese e a consentire la ricostruzione, la Repubblica, la conquista della Costituzione.

Imbrattare e oltraggiare il monumento ai caduti del Parco della Rimembranza (con un cartello che abbiamo tolto) della nostra Città antifascista significa oltraggiare la nostra storia della Resistenza, della Costituzione, della nostra Repubblica, continuando a foraggiare un clima di violenza che, spesso, riempie le cronache del Paese, con il sospetto che siano, sempre più spesso, tollerati da certe autorità e da slogan di correnti di pensiero politico.

Non dobbiamo fare l’abitudine a questi eventi, non dobbiamo essere indifferenti, la sezione Anpi Virio Ranieri di Follonica verificherà se ci sono gli estremi per una denuncia, ma la difesa dei valori antifascisti, la difesa dei nostri valori repubblicani, deve essere un impegno di tutti i cittadini democratici, indipendentemente dal loro credo partitico, deve essere uno stile di vita che esalta i valori di solidarietà e del vivere civile che sono spesso, anche essi oltraggiati.

Con l’8 settembre 1943 lo Stato fascista si dissolveva, non morì una Patria, rinacque La Patria – conclude -. Chi oltraggia chi costruì questa rinascita non può essere mai tollerato e l’Anpi continuerà a vigilare, a difendere e alimentare ogni giorno il sentimento e i valori antifascisti”.

 

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