Tragedia Erasmus, c’è la svolta: processo per l’autista del bus. Nell’incidente morirono 13 ragazze

Il padre di Elena, Gabriele Maestrini, torna a chiedere alla Regione Toscana di non lasciare soli i genitori delle vittime in questa battaglia giudiziaria e di costituirsi parte civile

GAVORRANO – Novità importanti sulla vicenda giudiziaria che da quattro anni ruota intorno alla strage Erasmus. Si è chiusa definitivamente la fase istruttoria sul caso dell’incidente e l’autista, Santiago Rodriguez Jimenez, andrà a processo. La conferma arriva dai legali spagnoli delle famiglie delle vittime dell’incidente del 2016 in cui persero la vita 13 studentesse Erasmus, di cui sette ragazze italiane.

Il rinvio a giudizio è stato confermato nella giornata di ieri. Per i genitori un passo verso la giustizia per la quale conducono una battaglia legale da quattro lunghi anni.

«Abbiamo ricevuto la comunicazione ieri pomeriggio da parte del nostro legale in Spagna – conferma Gabriele, il padre di Elena Maestrini, una delle ragazza tragicamente scomparse -. Con questa si conclude definitivamente la fase istruttoria e speriamo già entro la fine dell’anno di assistere alla prima udienza».

Ma, più che una buona notizia per Gabriele Maestrini, in questi anni protagonista di numerose proteste e appelli pubblici per mantenere alta l’attenzione su questo caso, è un momento di sollievo. Perché, come ha sottolineato tante volte, si auspica un’individuazione delle responsabilità, che hanno portato a tale tragedia, a 360 gradi. Per questo spera durante il processo, in cui l’unico imputato è il conducente, «di portare anche altre motivazioni e argomentazioni in aula, a partire dall’organizzazione della gita alla gestione del tratto autostradale».

Durante questi anni di battaglia legale Maestrini è stato ricevuto da tante istituzioni. La speranza è che ora non lasceranno da soli le famiglie delle vittime. «La Regione Toscana, nella figura di Eugenio Giani – ricorda Maestrini -, così come anche il rettore dell’Università di Firenze hanno detto di valutare la possibilità di costituirsi parte civile nel processo. Ho tanta speranza, anche perché la Toscana ha perso tre studentesse ed è stata una perdita enorme».

Anche Maria Elena Boschi, che al tempo era ministro del governo Renzi e da vicino aveva seguito la vicenda, ha commentato le notizie arrivate oggi dalla Spagna sui suoi canali social.
«Ricordate la terribile vicenda delle sette ragazze italiane morte quattro anni fa in un incidente stradale in Spagna? – scrive – Dopo una serie di scandalose archiviazioni finalmente è arrivata una prima notizia: i magistrati spagnoli di Amposta processeranno l’autista dell’autobus che fino ad oggi era sempre riuscito a scampare alla giustizia.
Niente può lenire il dolore delle famiglie e nessuno ci restituirà quelle nostre connazionali strappate alla vita nel modo più atroce. Sapere però che finalmente ci sarà un processo è per chi come noi ha seguito la vicenda dal primo giorno finalmente motivo di conforto. Continueremo a seguire la vicenda insieme alle famiglie delle vittime cui in questo momento rinnovo la mia vicinanza e il mio affetto. E grazie a chi da quattro anni combatte perché si stabilisca almeno la verità dei fatti di quella tragica notte».

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