È morto Philippe Daverio. Storico d’arte spesso ospite in Maremma fotogallery

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MILANO – È morto a causa di una grave malattia Philippe Daverio, 70 anni, appassionato d’arte e divulgatore televisivo per molti anni su Rai 3 con la rubrica Passepartout”.

Daverio aveva portato l’arte in televisione e nelle piazze con l’immancabile papillon e quello stile un po’ british, nonostante lui fosse italo-francese.

Negli scorsi anni è stato spesso ospite delle piazze e dei teatri grossetani, dove ha portato spesso il suo modo semplice di spiegare l’arte e avvicinarla anche al grande pubblico, e per presentare il suo ultimo libro, qualche anno fa, aveva scelto proprio Follonica, come ci ricordano questi scatti fotografici di Giorgio Paggetti.

“Nel momento in cui si apprende della scomparsa di un amico, il fiume dei ricordi ti travolge, immagini di momenti passati a confrontarci, a vivere. Ripensando a quelli condivisi con Philippe Daverio, si percepisce quanto questi siano stati importanti non solo per te, ma anche per Capalbio”.

A scriverlo, in una nota, Maria Concetta Monaci, presidente Fondazione Capalbio e presidente associazione culturale Il Frantoio.

“La sua genialità – prosegue la presidente – ha creato situazioni ed eventi che, insieme alla dichiarazione d’amore per questa terra e la sua gente, raccontavano di una Capalbio aldilà delle spiagge affollate.

Ricordo che, tra le tante, ha realizzato la trasmissione “Passepartout – Notturni dalla Maremma” in un casale, i protagonisti intorno ad una tavola imbandita di piatti maremmani cucinati da una cuoca capalbiese e serviti dai camerieri de Il Frantoio, raccontandone la prelibatezza. Ha individuato nuovi spazi d’arte che, fuori dalle dinamiche ufficiali, potessero accogliere e far dialogare artisti famosi, giovani talenti e virtuosi artigiani.

Ha creato lo spazio espositivo de “Il Frantoio”, ha creato me come operaia nel diffondere cultura e produrre eventi d’arte – conclude Monaci -. Caro Philippe, come ti ammonivo, hai delle responsabilità per questo: continua a seguirci ed indicare la strada per riconoscere e praticare il bello”.

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